Volo EgyptAir inabissato nel Mediterraneo

Al momento in cui scriviamo questo articolo, non si sa ancora cosa abbia provocato la tragedia del volo MS804 della EgyptAir. Avaria ? Errore umano ? Attentato ?

Certo è che la compagnia aerea (100% proprietà del governo) era già in fase di tagli e ridimensionamenti a seguito del calo turistico degli ultimi anni: le primavere arabe tra il 2011 e il 2014, poi l’Isis, quindi l’aereo Russo abbattuto sul Sinai nel 2015….. ed ora questa tragedia.
Un episodio simile, oltre a creare cordoglio per le perdite umane, e generare insicurezza in chi si sposta, crea anche enormi danni economici a chi opera nel settore turistico.
Tanto per fare un esempio, questa mattina le azioni della Thomas Cook sono crollate immediatamente del 15% del loro valore, non appena si è saputo della scomparsa dai radar di un velivolo.

Qualche anno fa le presenze in Egitto erano quantificabili intorno ai 15milioni, attualmente a malapena arrivano ad essere 9, sferzando un duro colpo al Pil e all’economia del posto che sicuramente sarà condizionata anche da quel che è successo qualche ora fa nei cieli del Mediterraneo.
Se anni addietro Paesi come la Thailandia e lo Sri Lanka, vennero colpiti dallo tsunami che oltre a stroncare molte vite, distrusse infrastrutture e aree turistiche, in questa circostanza prevedo invece una ripresa assai più difficoltosa della loro.
Per il sud-est Asiatico infatti si ricorse a campagne volte a ricostruire l’immagine di luoghi che stavano per rischiare di non essere più gettonati come prima, e che potevano aggravare la situazione di nazioni che campano tantissimo di turismo. Ma allora, la dimostrazione di effettivo ripristino, fu più tangibile: una volta completata la ricostruzione, turisti di ritorno da villeggiature in quei posti poterono testimoniare come questi fossero rimasti paradisiaci come un tempo, e le immagini diffuse dai media nel mostrarne le bellezze, convinsero la gente a continuare a considerare quelle aree come potenziali destinazioni.
Se nel caso del volo EgyptAir si trattasse di terrorismo, temo la situazione avrebbe conseguenze molto durature nel tempo.
Uno tsunami è sicuramente imprevedibile, e per fortuna piuttosto raro.
Un attentato, per quanto imprevidibile possa a sua volta essere, è mirato ed intenzionalmente indirizzato in certi specifici ambiti.

L’islam radicale sta colpendo quelle nazioni più “amiche” dell’empio occidente, in particolar modo Turchia, Tunisia ed Egitto che fanno parecchi affari, soprattutto attraverso il turismo.
Agli inizi del millennio andammo in vacanza proprio nella terra dei faraoni, e notammo come ogni attività turistica, in particolar modo i resort, già allora avessero metal detector in entrata con una guardia a fianco.
All’epoca un pazzo si era fatto esplodere nella hall di un hotel, e il ministero del turismo ci tenne, almeno di facciata, a mostrare una sorta di controllo della situazione mostrando al mondo che i turisti possono sentirsi sicuri e protetti.
Ma ora ?
Che cosa dovranno mostrare di concreto per continuare ad invogliare la gente a visitare i loro splendidi luoghi ?

Un commento che mi ha colpito, letto nelle prime fasi della diffusione della notizia del volo partito da Parigi e mai arrivato al Cairo, è stato: “Viviamo in un’epoca in cui, se cade un aereo, si spera che sia un guasto”.

Un pensiero alle vittime, e ai loro famigliari.

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