Un posto nuovo

Al ritorno da un lungo viaggio, la prima doccia a casa possiede una sorta di impatto rituale che poco ha da invidiare a certe pratiche sciamaniche: nel precedente girovagare, magari di docce se ne erano anche incontrate di più che dignitose, ma questa è la TUA doccia, ed il legame instaurato, è assai diverso.
Ridormire nel tuo letto, è quasi come un abbraccio: nel medesimo precedente girovagare, magari si era dormito perfino in letti migliori del proprio, ma per quanto razionalmente si possa reputarli tali, il corpo poi riconosce il proprio giaciglio, il proprio cuscino, in ogni suo centimetro, come una sorta di matrimonio molecolare.

Ed i sapori di casa? Direi che hanno un potente effetto chimico: per quanto si possano pure apprezzare cibi esotici e ci si abitui, “rifarsi” dei nostri piatti tradizionali dopo lungo tempo, ha quasi le conseguenze di uno stupefacente somministrato ad un ex tossicodipendente, che era riuscito a distintossicarsi dalla cucina nostrana.

E’ una simpatica ricorrenza familiare pure il tornare a risentire la propria lingua; qualcosa lo si inizia già a captare nell’ultimo volo del segmento di ritorno.
Ci è capitato in varie occasioni nella navetta che porta dall’aereo al terminal di guardarci intorno, tra il clima di battute, sguardi tipici Italiani, e vivere in quei momenti una sorta di controshock culturale. La sensazione in cui riconosci di non aver sbagliato destinazione , senti di essere proprio ritornato “fra di noi”. Magari qualcuno è fortunato, da sentire addirittura (sebbene non stiano sopravvivendo) anche un po’ di dialetto!
E poi i famigliari, gli amici, ….
Per quelli che ce l’hanno, c’è la nonna che è pronta con una cura ricostituente a base di prodotti locali!
Per altri che ce l’hanno, arriva il momento dell’incontro con il proprio animale domestico che appena ti vede impazzisce di gioia e ti fa le feste…. oppure, evenienza opposta, ti tiene il muso per un illegittimo abbandono temporaneo.
Persone, animali, affetti… ma anche oggetti inanimati che sono rimasti ad aspettarti nello stesso posto mentre tu eri lontano, che hanno il potere di innescare ricordi.
E ancora… ritornare a guidare nella corsia di destra, ritornare al nostro clima, ritornare al nostro fuso orario, ad usare la nostra moneta, rileggere in giro le solite insegne, rivedere le attività commerciali di sempre (se sono sopravvissute e non tristemente rimpiazzate da altro), beccarti la rotonda che prima non c’era, ritrovare il monumento davanti a cui una volta passavi quotidianamente senza notarlo, e riosservarlo sotto una luce nuova, riconoscere cartelli, facce, edifici, ripercorrere le vie che sentivi un po’ tue, ma che era da tantissimo che non toccavi.
In quei primi momenti di fresco ritorno, casa tua è un posto nuovo !

Tutti conosciamo il detto “casa mia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badìa…“, ma vista la vena musicale, mi rifarò piuttosto ad uno dei nostri musicisti preferiti. In un brano, che ritualmente ascoltiamo quando capitiamo nella tangenziale Milanese, fa riferimento a un natìo “due ciminiere e un campo di neve fradicia“: ebbene, io penso che quando viaggiamo, a meno che non sussistano motivi di forza maggiore a costringerci con la testa altrove, portiamo TUTTE le parti di noi in viaggio. Anche le nostre radici.
Tutti abbiamo delle radici, per belle o brutte che siano, ognuno dovrebbe andarne fiero, perchè sono parte di noi, da cui abbiamo avuto origine. Non vanno rinnegate, ma anzi divulgate!
Infatti che si tratti delle due ciminiere e del campo di neve fradicia, o di qualsiasi altra cosa, queste vivono in noi, le portiamo a spasso per il mondo, e sovente sono proprio ciò che la gente del posto poi vuole conoscere. Le radici altrui, rientrano fra ciò che anche noi lemurinviaggio cerchiamo: non importa se siano nobili o umili, a noi piacciono le peculiarità (finchè queste sopravvivranno!).
Quando in giro raccontiamo di un pezzetto di Italia, quella che conosciamo, quella che viviamo e che abbiamo vissuto, otteniamo reazioni estatiche da parte della gente del posto.

Avere delle radici quindi non significa essere piantati in un luogo.
Significa avere un passato, avere una storia, (anzi più di una!) da raccontare, legate a una terra.
Viaggiare, per noi, significa anche farle conoscere a coloro che sono curiosi di scoprirle, oltre che ovviamente, approfondire quelle altrui.

In teoria, giocando in trasferta, la curiosità la si penserebbe quasi prerogativa esclusiva di chi percorre tanta strada per giungere fino a un luogo remoto, ma , specialmente quando ci si trova in posti dove non sono abituati ai turisti, ci fa sorridere l’inattesa interdizione dei locali che osservano i lemurinviaggio trovarsi proprio lì, (a far cosa ?) rivelarne altrettanta, se non addirittura più della nostra.

Facce più o meno da: “Questi stranieri sono forse turisti ? Se lo sono, perchè non si trovano assieme agli altri turisti ? Cosa ci fanno proprio quì ? Qui non c’è niente !“.
Secondo loro… perchè secondo noi nella quotidianità c’è tantissimo.
Quel che a qualcuno può sembrare una routine anonima, per un altro può apparire invece qualcosa di nuovo ed interessante da scoprire! E spesso, è qualcosa di eccezionale.
E’ una sorta di dono lo scorgere l’eccezionalità della persona qualunque, in un luogo qualunque che sta facendo qualcosa di qualunque.

Probabilmente dipende con che occhi si viaggia.

Come? Che avete detto? … eheheh, siete stupiti nel vederci! 🙂 Cosa siamo venuti a fare proprio quì?
Siamo venuti a raccontarvi di un posto; un posto in cui fra qualche tempo torneremo, ed è da dove proveniamo: un posto nuovo.

Ritorno da un lungo viaggio

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14 Risposte

  1. lovecetraro ha detto:

    “Tutti abbiamo delle radici, per belle o brutte che siano, ognuno dovrebbe andarne fiero, perchè sono parte di noi, da cui abbiamo avuto origine. Non vanno rinnegate, ma anzi divulgate!” . Questo il pezzo che mi ha colpito di più! Perché è quello cerco di fare il col mio blog.. far conoscere a tutti le mie radici 😍
    Bell’articolo 👏

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Il bello di tanti blog è anche quello! Leggere di gente che racconta la propria terra, specie con l’amore che nutre nei suoi riguardi. Grazie a divulgazioni del genere impariamo a conoscere luoghi che fino a prima non conoscevamo, e perfino appassionarcene per poi trovare il tempo di andarli a visitare!

  2. Francesca Pontani ha detto:

    bello bello questo post! bravi! è vero, viaggiare,muoversi, vedere e conoscere posti, persone,città è sì un arricchimento perché assorbi altri orizzonti e altre culture ma è anche (anche e soprattutto) lo strumento più potente per innamorarti, o ri-innamorarti, del luogo dove stanno le tue radici.

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Esatto, è una sorta di esperienza “bidirezionale”, perchè conosci e fai conoscere; ma allo stesso tempo ti dà modo anche di scoprirti innamorato del luogo da cui provieni. Esperienza di tanto in tanto da rinnovare! 😉

  3. inworldshoes ha detto:

    Che bello questo articolo, parole che scorrono potenti e che ci fanno sentire pienamente in sintonia con il vostro pensiero!
    Le radici sono importanti nella vita di un uomo, non c’è dubbio.. Ed ovunque andiamo le portiamo con noi! 🙂 per quanto riguarda il fattore doccia/letto non posso che darvi piena ragione! Non c’è cosa più bella del ritorno alle
    Proprie piccole cose! 🙂

  4. Giulia ha detto:

    Perché viaggiare vuol dire anche riscoprire e amare le nostre radici 🙂 bel post, complimenti!

  5. Sapete? Anche se tristemente e mannaggiamente sempre la stessa, adesso sto guardando mia suocera con occhi nuovi. Grazie Lemuri! 😉

  6. iltuopostonelmondo ha detto:

    “dipende con che occhi si viaggia”… verissimo!
    Complimenti per questo articolo, fa riflettere molto. Spesso ci lamentiamo sul fatto che la quotidianità uccide, ma trovo che anche le piccole abitudini, se viste con occhi diversi, possano diventare cosi preziose.
    Spesso ce ne accorgiamo solo quando non le abbiamo più. Un bacione :*

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Alle volte ce ne accorgiamo solo quando ci vengono a mancare; nel caso di un viaggio tale mancanza è per fortuna solo temporanea, e istruttiva 🙂
      Viaggiare permette, oltre all’arricchimento dell’esperienza in sé, anche di rimettere in prospettiva il proprio vissuto tornando ad apprezzare tante cose che forse fino a prima si davano per scontate. Ma per farne tesoro servono il giusto approccio e la giusta propensione alla riflessione, caratteristiche a nostro avviso, diffusissime tra gli amanti del girovagare 😀

  7. Io appena torno mi sento triste, ho nostalgia dei posti nei quali ho viaggiato! Vorrei essere rimasta là…

Che ne pensi ?

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