La storia di Abufina e Selepino a Grottole

Il castello di Grottole, in Basilicata, conosciuto anche come castello Schinulfo, da in cima ad un colle domina le aree circostanti della valle del Basento.

Pare sia stato eretto nel 851 per volontà di un duca longobardo e principe di Salerno, chiamato Siconolfo. Da allora è passato di casata feudale in casata feudale, tra cui: i Gianvilla, i Del Balzo, gli Orsini, i Pisciscelli-Zurlo, i Gaetano Dell’Aquila D’Aragona, i Sanchez De Luna D’Aragona, gli Spinelli di San Giorgio, i Caracciolo di Melissano, i Sanseverino di Bisignano, i Lemurinviaggio di Rimini… no questi ultimi no… ma tra chi lo ha abitato va senza dubbio ricordata anche Abufina.

Il castello feudale sichinulfo di Abufina e Selepino a Grottole

La leggenda di Abufina al castello di Grottole

Abufina era la bellissima figlia di un feudatario, innamorata di Selepino, un povero mugnaio. Per quanto il pane, le focacce, le pizze e quant’altro abbia un impasto (possiamo garantire) siano buonissimi da quelle parti, il rango dello spasimante non era gradito dalla famiglia di lei, tanto che lo fecero spedire lontano a combattere guerre pur di impedire la loro relazione.

Un bel giorno, mentre Abufina stava ricamando accanto alla finestra della torre del castello Schinulfo che dà verso l’antico borgo di Grottole, vide giungere un messaggero a cavallo con un plico.
Corse subito a leggerlo. Questi, recava scritto:

Vieni, Abufina, vieni da me; io che uccido i nemici, me l’amore mi uccide; vieni, Abufina, vieni da me: insieme con te al castello di Grottole sol tornerò; fa presto, fa presto.

La giovine dama non ci pensò nemmeno un momento, partì immediatamente col suo cavallo; ma il fiume Basento era in piena, ed al momento di affrontare il guado, il cavallo spaventato fece cadere Abufina che annegò.

Secondo una leggenda, nelle notti primaverili di luna piena comparirebbe in quella finestra la sagoma della sventurata ragazza di Grottole che ancora aspetta il suo Selepino, ed il Basento che con le sue pietre ha accecato il cavallo e con le sue acque travolto Abufina, gorgoliando talvolta sussurri il suo nome.

il fiume Basento visto dal borgo di Grottole

Il signore del castello in onore della ragazza fece apporre una lapide all’interno di una stanza con scritto:

Ad Abufina la bella, che corse, cui fu dolce morire d’amore; questa torre che fu tua dimora, parli sempre alle genti di te. Ogni amante ti porga un saluto, e si stringa al suo cuore l’amata…


SCOPRI ALTRE LEGGENDE SULLA BASILICATA


Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* GDPR

*

Accetto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: