Okiku e i nove piatti

La storia di Okiku si tramanda da tantissimo tempo in Giappone, e nel corso degli anni ha avuto rivisitazioni teatrali (kabuki), cinematografiche, e perfino fra i burattini va alla grande, considerando soprattutto la sua brutale (ma istruttiva) morale dello stare alla larga dai pozzi, specialmente di notte.

Oltre alla versione che abbiamo raccontato [in questo link] , ne esistono altre.
In una, la giovane e bella servitrice Okiku, lavorava per il samurai Aoyama Tessan, di cui abitualmente rifiutava le avances. Questi la indusse a credere di aver inavvertitamente smarrito uno dei 10 piatti dorati che aveva in custodia. Una tale manchevolezza, dato il valore, avrebbe significato per lei la pena di morte.
Ella contò freneticamente i piatti per tantissime volte ma non riuscì mai a trovare il decimo, ed andò in lacrime da Aoyama, che si offrì di occuparsi della situazione se lei fosse fisicamente divenuta sua amante.
Lei si rifiutò e lui la gettò nel pozzo.
Okiku diventò un fantasma vendicativo (in giapponese Onryō), rimasto a tormentare il suo assassino. Contava fino a nove dopodichè gridava con un terribile stridìo invece di proferire il numero dieci. Fu chiamato un esorcista, che gridandolo al posto suo, le fece credere che qualcuno avesse trovato il piatto mancante, mettendo quindi fine al suo dolore, e di conseguenza all’infestazione.

In un altra versione, il signore del castello di Himeji, Hosokawa Katsumoto, sì avete letto bene, Katsumoto…. si ammalò gravemente, allora il suo erede, Tomonosuke, decise di dare allo Shogun i preziosi dieci piatti per assicurare la sua successione.
Il capo della servitù Asayama Tetsuzan , ordì un piano per uccidere Tomonosuke e prendere lui il controllo, avvalendosi della collaborazione di Okiku, obbligata ad aiutarlo.
Dapprima rubò di nascosto uno dei piatti, per poi farsi portare da lei, la scatola che li conteneva: tentò di concupirla, ma con scarsi risultati, così le fece aprire la scatola e contare i piatti.
Erano solo nove, lui la incolpò per la mancanza ma si offerse di mentire per lei, se questa avesse accettato le sue avances. Si rifiutò, così Tetsuzan la colpì con una spada di legno e quindi la gettò nel pozzo. Ma mentre ripuliva la spada, sentì la voce del fantasma di Okiku provenire da là sotto ….

In una versione più romantica, Aoyama Harima, il vassallo dello Shogun, si innamora della giovane servitrice Okiku. Questi aveva promesso di sposarla, ma aveva anche ricevuto una assai propizia proposta di matrimonio da una zia (no comment!). Onorò il loro amore rifiutando tale proposta, ma Okiku, che dubitava, decise di metterlo alla prova rompendo uno degli antichi 10 piatti da collezione della casata Aoyama. La pena per un azione simile è la morte, ed è pretesa dalla famiglia Aoyama.
Inzialmente il ragazzo la perdona, credendo fosse avvenuto accidentalmente, ma quando lei gli rivela che era un test d’amore, lui accecato dall’ira la uccide e la getta nel pozzo.
Da allora lo spiritò vagò per le stanze a contare i piatti, da uno a nove. In conclusione, il giovane, incontrandola in giardino, con un volto calmo e bellissimo, e non di vendetta come invece si sarebbe aspettato, prende forza e si uccide, commettendo “seppuku” e unendosi a lei nella morte.

E vissero TUTTI felici e contenti…. beh forse no.

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5 Risposte

  1. Wow, interessantissime queste leggende! La mia preferita è la prima, mi piacciono i fantasmi 😀
    Mamma mia, certo che sul Giappone ci sarebbe davvero da studiare una vita senza annoiarsi mai 🙂

  2. Wow ma che bella questa sezione dei misteri! Non conosco per nulla né il Giappone né la sua cultura ma queste tre leggende misteriose mi hanno incuriosita, soprattutto perché mi piacciono tantissimo le storie di questo tipo 🙂

  1. dicembre 1, 2016

    […] una leggenda che si racconta da secoli in Giappone, a volte con qualche variante. Se lo scopo è quello di intimorire i bambini cosìcche stiano lontani da pozzi, specialmente di […]

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