I tre macchinari infernali che mi sarei portato a casa

Ci sono tre macchinari infernali che vorrei avere a casa, dopo averli visti al Vilvite di Bergen.
Il Vilvite è un museo della scienza, ma non va pensato come a una cosa noiosa, quanto piuttosto a una sorta di sala giochi per malati mentali, che in soggetti tipo i lemurinviaggio si trasforma in una vera e propria istigazione a dar sfogo a Darwiniane cazzate di vario tipo da sperimentare.
Puoi metterti di fronte a una termocamera, toccare oggetti caldi, oggetti freddi e vedere che variazione di colore/temperatura comportano, ed esporre le tue parti corporee all’obbiettivo per vedere che termocolore assumono.
Puoi misurare la tua elevazione di fronte a una telecamera ad alta risoluzione che riprende fotogramma per fotogramma i dettagli del tuo gesto atletico e conseguenti smorfie super-rallentate.
Puoi fabbricare enormi bolle di sapone di varia foggia e riflettenza. Puoi persino cimentarti (e registrarti) dentro un mini-studio TV, in un improbabile bollettino meteo con tanto di sovraimpressioni, chissà mai se a qualche “postero” capiterà mai di vedere i nostri psichedelici provini.
E’ un luogo dove puoi giocare, divertirti e imparare.

vilvite Bergen Norvegia

Ma quali sono questi tre macchinari infernali ?

Uno è un giro della morte da fare in bicicletta: ti legano a una bici in un anello di un paio di metri di diametro ed inizi a pedalare, dapprima oscillando avanti e indietro e poi, con molto sforzo, iniziando a prendere il ritmo fino a riuscire a fare alcuni loop da 360°. Un termometrone registra a quanti G arrivi (presumibilmente due).
Io personalmente non ho potuto provarla, pur bramando assai, in quanto reduce da un infortunio alla schiena occorsomi qualche giorno prima, sempre in Norvegia, sul bob olimpico di Lillehammer.

Un’altro è il Batak che misura la capacità dei tuoi riflessi, contando quante volte riesci a colpire dei pannelli-obbiettivo che ti si illuminano a random davanti. Lo conoscevo già poichè lo avevo visto fare ai piloti della Mclaren F1 di qualche anno fa, Hamilton e Button: nei loro tentativi erano arrivati intorno alla settantina in un minuto. Oltre che richiedere reattività per i riflessi, vi assicuro che è piuttosto stancante fisicamente.

batak macchinari infernali

Infine il più “macchinario”, ed il più “infernale” di tutti, è senza dubbio stato per noi quello che sembra una sorta di braccio di ferro mentale, in cui ti puoi cimentare contro un avversario. Entrambe le persone indossano in testa una fascia con sensori, tipo quelle degli elettroencefalogrammi, che misurano il livello delle onde cerebrali (che a seconda della frequenza vengono definite alpha, beta, theta, o delta), e cercano di produrre quelle in stato di rilassamento, come per esempio quando si fa yoga, o meglio ancora quando si sogna.
I lemuri si sono affrontati in scontri massacranti a chi si rilassava di più, misurati da una pallina che propende più da una parte o dall’altra, a seconda di chi in quel momento sta producendo uno status più “trancico”.
Astenersi chi ha poteri psicocinetici perchè sarebbe una gara impari! …e mi sentirei di escludere anche chi possiede qualche velleità telepatica, in quanto ingiustamente avvantaggiato.

lemurinviaggio mindball

gara mindball

Per quanto riguarda il giro della morte biciclettoso, è difficile riprodursi un macchinario simile a casa, ma se uno ha una masochistica propensione alla pazzia, potrà fare da cavia nel testarlo mentre lo costruisce.
Per il Batak è possibile acquistarlo, l’ho visto in vendita online ma a prezzi elevati.
Infine, senza necessariamente procurarsi un Mindball (questo era il nome di quella macchina infernale), da tempo sono disponibili sul mercato dei sensori cerebrali, molto simili per concezione a quelli medici, collegabili via usb al proprio pc, a costi accettabili. Possono avere applicazioni molto interessanti in ausilio a disabili, che imparando ad esercitare il controllo delle proprie emissioni, possono interfacciarsi al mondo, ed avere una qualità di vita migliore. Basti pensare che anche solo riuscire a spostare in quel modo una freccetta su uno schermo, può fare la differenza per chi non può muoversi o non riesce a comunicare.
Per impieghi più soft invece, sempre secondo una logica simile, può  tornare utile nell’esercizio del biofeedback.

lemurissimoipnotico

Ed ora , rilassatevi , inspirate profondamente , espirate lentamente , abbandonate tensioni muscolari , continuate a rilassarvi profondamente , lasciatevi pervadere dalla calma , respirate piacevolmente ….. e ….. leggete il prossimo articolo dei Lemurinviaggio 🙂

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8 Risposte

  1. Francesca Pontani ha detto:

    l’apparecchio che misura lo status “trancico” piacerebbe provarlo anche a me! fortissimo questo posto! la scienza andrebbe insegnata proprio così, anche da noi in Italia

    • Lemurinviaggio ha detto:

      E’ un modo per imparare divertendosi, e probabilmente anche uno dei più efficaci. Solitamente posti del genere li si intendono per bambini, ma in questo museo della scienza, i grandi si divertono pure più di loro! 🙂

  2. rivogliolabarbie ha detto:

    Ma che figata il Batak! Anche se una sessione con quell’aggeggio mi farebbe andare in pappa il cervello con conseguente necessità di andare in una spa per riprendermi 😂 o di usare il braccio di ferro mentale 😎 (o meglio una piadina?)
    Un abbraccio
    Eri

  3. Grazie per questo “Macchinari fantastici e dove trovarli”! 😀
    Inizialmente avevo capito che sulla bici si raggiungesse il Mach 2 hahahh O_O non le 2 G hahahah!
    Se un giorno dovessi scoprire che fate le Meteorine a Studio Aperto giuro che vi tolgo il saluto 😀
    E per il Mindball credo che l’applicazione suprema potrebbe essere la testolina dei gatti. Da padroni del web a padroni del mondo! Muahaahhaha (risata satanica)

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Hahahaha mach2 ! Il povero malcapitato frullerebbe assai più di quanto farebbe un cricetino sotto steroidi sulla sua ruotina 😀 Altro che “meteorismo”, lo ritroveremmo smolecolato in analisi al Cern !

  4. Roberta ha detto:

    Noo il Batak è fantastico!! Io adoro i musei della scienza. Da piccola mi ci portavano spesso e mi sono innamorata di molti macchinari del genere. Peccato per il giro della morte.. next time!

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Stimolano la curiosità e insegnano tante cose interessanti del mondo che ci circonda. È un ottimo modo per affascinare i bambini nei confronti dell’apprendimento, ed abituarli a vedere i musei come posti interessanti …. e poi da grandi visitarseli nei loro viaggi 😉

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