Aperitivi Crepuscolari

Il cimitero monumentale di Milano, viene equiparato ad un museo a cielo aperto per via delle innumerevoli opere d’arte che sono disseminate lungo gli ettari sui quali si estende. Inaugurato nel 1866, oggi è per la città, una delle 10 mete più visitate dai turisti.

Il dark-weekend a cui avevamo pensato in concomitanza con il ponte dei morti, prevedeva un giro al monumentale il primo giorno, la visita alla mostra temporanea Real Bodies il secondo (di cui trovate il nostro articolo cliccando quì), ed infine un salto all’ossario di San Bernardino a completamento del trittico.
Quest’ultimo però non è stato possibile: quella mattina abbiamo telefonato in più occasioni senza ottenere risposta, deducendo che il giorno dei morti evidentemente sono tutti morti.

Al monumentale l’impresa è monumentale di nome e di fatto.
Se pensate che il problema sia orientarsi al suo interno anche quando inizia a far buio , oppure lo sia tener testa a entità dispettose che ammazzano il tempo con qualche goliardata sepolcrale ai danni dei vivi che passeggiano, vi sbagliate: il vero suicidio è volerci andare (in macchina) nel periodo dei morti.
Ci sono due microparcheggi laterali saturi all’inverosimile, e nonostante non vi entri uno spillo, vi albergano ugualmente parcheggiatori abusivi.
Da quel che abbiamo capito, l’enorme spiazzo vuoto davanti all’entrata è stato riqualificato di recente, in modo da favorire una nuova uscita dalla metropolitana e garantire un certo decoro. Un tempo infatti, era adibito a parcheggio, ed offriva oramai dimenticate ed abbondanti possibilità per lasciare la propria auto, ma era anche divenuto luogo di monumentali  zozzerie in compagnia di signorine a noleggio e di scambi di polverine che stupefanno. Era perciò un’indecenza proprio di fronte a un luogo in cui riposano illustri personaggi, e dove è un privilegio l’aver custoditi i propri resti per l’eternità.

cimitero-monumentale



Vi sono sepolti letterati, scienziati, imprenditori, architetti, artisti, politici, e altre personalità che in qualche modo hanno dato lustro alla città meneghina tra cui anche poeti, come Salvatore Quasimodo ed Alda Merini, o fumettisti come Crepax e Bonelli, o personaggi legati allo sport come Giuseppe Meazza, il pilota Alberto Ascari, Candido Cannavò della Gazzetta; e tanti personaggi dello spettacolo: Gino Bramieri, Walter Chiari, Gianfranco Funari, Enzo Tortora, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, l’avventuriero Ambrogio Fogar, e Dario Fo che proprio un paio di settimane prima della nostra visita, è arrivato fresco fresco a far compagnia alla sua Franca Rame. (…o forse dovremmo dire ancora caldo?)

Se accedete dall’ingresso principale, antistante al suddetto maxispiazzo vuoto, state passando dal Famedio, ovvero il mausoleo che ricorda vagamente una chiesa, e che come tale era stato inizialmente concepito. Il primo personaggio illustre che incontrerete sarà allora lo scrittore Alessandro Manzoni, con vicino il patriota Carlo Cattaneo, al di sotto una volta di un acceso blu cobalto stupendo, una tonalità le cui frequenze vi vibreranno dentro!
Quando siamo arrivati noi, in prossimità del sepolcro Manzoniano c’erano allineate tante sedie rivolte verso un palchetto a lato del salone, da cui stavano velocemente spostando un rullante e qualche altro strumento musicale. Il tempo di una contemplata per assorbire le sensazioni del luogo, che rigirandoci notiamo che il palchetto è stato nel frattempo trasformato in palco religioso con podio e leggìo.
Il riposo eterno per glorie di quel calibro, all’interno di questo pantheon, è fatto evidentemente anche di jam session, alternate a sermoni.

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Visitare in maniera esaustiva il parco/cimitero richiederebbe probabilmente più di una giornata, ma anche una semplice passeggiata saprà sicuramente regalarvi un po’ di atmosfera. Noi, pur avendolo girato solo in parte, lo abbiamo trovato molto ben tenuto, e sotto questo punto di vista, meglio del Père Lachaise parigino. Anche in quell’occasione ci eravamo avvalsi di un pomeriggio autunnale che per i suoi colori e le foglie, risalta visite di questo genere.

Le edicole, ovvero i casettini dentro cui riposano i membri di una famiglia, pur essendo senza inserto, per gli eredi sono costosissime da mantenere, poiché più che di manutenzione, in certi casi, si parla di vero e proprio restauro. Un’opzione più economica sarebbe il “condominio”, ma considerando il numero di adesivi di scadenza di concessione che abbiamo notato su certi loculi, abbiamo avuto l’impressione che forse anch’essa, in certi casi possa essere difficile da sostenere economicamente.
Comunque se ne vedono di tutti i tipi, soprattutto di enormemente sfarzose. Chi se ne intende riconoscerà tanti stili, Rococò, Barocco, Romanico, Greco, ed anche altri di più contemporanei, mentre per chi non se ne intende c’è ugualmente da riempirsi gli occhi perchè di sicuro, girato qualche viale, si imbatterà in qualcosa che cattura l’attenzione.
A me sono piaciuti dei bellissimi gargoyle, che mi hanno ricordato quelli di Notre Dame; con un occhio allenato è poi possibile notare in giro alcuni simbolismi, tra cui anche qualcuno massonico, taluni palesi, altri un po’ meno intelleggibili.

Inaspettata, poichè può spiccare il suo essere fuori contesto, ma bellissima, una tomba a forma di piramide, della quale mi incuriosiscono le proporzioni, mi piacerebbe conoscere quali canoni abbia voluto seguire l’ideatore, perchè non mi sono sembrati Egizi. Vicino alla sua entrata c’è anche una versione ripensata della sfinge, che riesce a sua volta ad essere a modo suo enigmatica.

bernocchi

L’edicola realizzata in marmo di Carrara, della famiglia del compositore Arturo Toscanini riporta al dramma che li colpì, si vede infatti riposare sotto di lui il figlioletto che ha vissuto solo 5 anni.
Una estremamente pomposa da mozzare il fiato è quella del Bernocchi, un vero e proprio capolavoro che troneggia nella necropoli. Si tratta di un enorme cono marmoreo, con oltre un centinaio di statue dello scultore Castiglioni, raffiguranti la via crucis.

C’è poi una tomba, abbastanza sobria, che riceve visite e pellegrinaggi continui, ed è quella di Luigi Giussani (fondatore di Comunione e Liberazione), forse non la si noterebbe se non fosse per i gruppi di persone che a suo cospetto, pregano insieme sincronizzate.
A lui, una notte, vennero portati via due dei nove ex-voto che erano stati apposti al sepolcro. Si tratta di piccoli cuori con sopra un’incisione “G.R.” (per Grazia Ricevuta), dallo scarso valore economico, per lo più di valore spirituale: tipicamente oggetti simili rappresentano una specie di offerta, a seguito di un voto fatto, o dell’avverarsi di una richiesta.
La pista principale che si teme, è quella satanista, in quanto oggetti di questo tipo vengono impiegati in rituali; quando poi le profanazioni riguardano specifici target religiosi, la cerchia di possibilità si restringe sensibilmente.

Infine quella che probabilmente è più rappresentativa della città in cui vi trovate, è un opera (a sua volta dello scultore Castiglioni) che riproduce l’ultima cena, con statue dalle dimensioni maggiori rispetto a quelle umane. Alla tomba di Campari, trovate infatti un Cristo enorme, attorniato da altrettanto grandi apostoli, ed un calice a sua volta sovradimensionato, motivo da guadagnarsi il soprannome de “L’ultimo Aperitivo“!
Difficile dire se ci troviamo ancora nella Milano da bere, o se invece questa sia oramai sepolta dagli anni che furono, ma mi immagino l’imprenditor Campari fiero di questa maxi-scultura che rende pienamente onore ai suoi trascorsi.

Cimitero Monumentale Milano – Campari

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Avete due opzioni per il Cimitero Monumentale di Milano:
Se ci andate da morti, sempre che vi accettino, mettetevi in lista d’attesa.
Se ci andate da vivi, fatelo senza macchina!

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14 Risposte

  1. ChiaraPaglio ha detto:

    Mi piacciono molto i cimiteri monumentali, anche quello di Bologna è molto bello, ma ho il sospetto che quello di Milano sia meglio. Gli dobbiamo proprio dedicare una visita. Cavolo, non sapevo ci fossero sepolte tutte quelle celebrità 😀

  2. Macchebellitinerario! 😀
    Non ci posso credere “l’ultimo aperitivo della Milano da bere” è fantastico! Come concept, non come realizzazione: la trovo di dubbio gusto. Ci avrei visto di più il calice con Dita von Teese, tanto per rimanere in tema RedPassion 😛
    Comunque vale sempre la pena entrare in un cimitero monumentale. Da vivi.
    Nella sepoltura di Ambrogio Fogar c’era anche il suo fedele Armaduk?
    Prosit!

    • Lemurinviaggio ha detto:

      “Ditona sarebbe riuscita ad essere crepuscolare alla grande! 😉 ” , dice Lemu Rino.
      Sulla fine di Armaduk non avevamo pensato! Ci hai indotti a ricercare online , e piangere la sua morte (avvenuta nel 1993 a 17 anni)…. fedele compagno di avventure, e chissà se in mezzo ai ghiacci del Polo, per Ambrogio Fogar, anche di aperitivi! 🙂
      Prooooosit Orsa! 😀

  3. robisceri ha detto:

    Ahaha! L’ultima frase è stupenda 😂 Comunque bello! Anche a me sono sempre piaciuti i cimiteri (alcuni cimiteri), come quello acattolico di Roma per esempio. Hanno un che di romantico e ti riportano al senso della vita

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Quello di Milano, possiede una sezione acattolica ed una israelita, che non siamo riusciti a visitare perchè l’estensione è veramente enorme.
      Siamo sicuri che quella pace e romanticità, in una bella giornata, siano facilmente evocabili, perchè oltre ad essere tenuto molto bene, pare venne concepito proprio con l’intento di rappresentare un mix tra cimitero e parco, per cui ti ritrovi a passeggiare in mezzo a piccole (e grandi) opere d’arte scultorea.

  4. iltuopostonelmondo ha detto:

    Confermo: mi hai fuorviato con il titolo.
    L’edicola in marmo mi affascina tantissimo, se ricapito a Milano, tappa sicura! (pensi che il problema del parcheggio ci sia anche il giorno dei non-morti?).
    Ah! Tra le due opzioni che mi hai proposto, accetto la seconda, grazie!

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Nel giorno dei non-morti non so se ci vorremmo trovare lì, in teoria sarebbe il giorno dell’apocalisse in cui resusciterebbero tutti, no ? 😀
      … a pensarci meglio magari sì, con l’intento di intervistare qualche personaggio celebre del passato intento acciaccatissimo a rianimarsi! 😀
      Scherzi a parte, i posti auto sono veramente contatissimi, motivo per cui di base consiglieremmo la metropolitana che ferma proprio di fronte; però è probabile che visitandolo in momenti non affollati, (anche come orario), la si spunti.
      In estate poi, quando in città non c’è più nessuno, la cosa non dovrebbe presentare problemi in tal senso, ed offrire oltre che parcheggi, anche il meteo ideale per stare all’aria aperta.

  5. Bellissimo il Monumentale di Milano! Uno dei miei edifici preferiti in tutta la città, trovo che sia davvero bellissimo. E io direi che è mille volte meglio doverci arrivare in metropolitana perché non si trova parcheggio: adesso è veramente bello, prima era un vero sfacelo con quel parcheggio bruttissimo davanti! Molto meglio così 🙂

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Con il nuovo spiazzone davanti rifatto bene, ha finalmente l’aria di quel che è, ovvero un monumento! 🙂
      Di come era una volta abbiamo visto qualche foto, e l’incuria esterna immediatamente antistante alla elegante facciata del Famedio, strideva notevolmente.
      Ci è capitato anche in altre parti del mondo di visitare alcuni luoghi dal valore storico e artistico, deturpati da poca manutenzione se non addirittura aggrediti dal degrado. Pensiamo che ciò che è patrimonio storico e culturale, per quanto possibile, vada protetto. Non è un po’ squallido ad esempio vedere resti archeologici attorniati da parcheggi selvaggi e sporcizia varia ? A noi piange un pochino il cuore, pensando se avessero parola a quante ne hanno viste e quante ce ne racconterebbero, e a che miglior cura meriterebbero.
      Il monumentale comunque è salvo, speriamo che si adoperino a riqualificare anche tante altre opere, il cui valore e bellezza in seguito accrescerebbero.

  6. Roberta ha detto:

    Io ho un debole per i cimiteri monumentali (lo so può sembrare tetra come cosa). Non conoscevo questo di Milano ma, la prossima volta che capito in città, lo voglio visitare!

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Dipende molto dall’approccio. Personalmente ci infondono un senso di pace ed introspezione, curiosità per il passato, e ci portano a rimettere un pochino in prospettiva la vita, ed il periodo che ci è concesso su questa terra.

      Se ti può interessare, abbiamo fatto un articolo su quello molto famoso di Washington, che rispetto al Monumentale di Milano ha meno arte, ma possiede tanta storia e riesce anch’esso ad emozionare.

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