Il Cavaliere Nero di Manoel Island

Quell’isolotto forse, è in qualche modo ancora il loro…

Manoel Island quasi rischia di non essere nemmeno notata nel percorrere il lungocosta est di Malta; si tratta di una piccola isola di qualche centinaio di metri, collegata alla terra ferma da un ponticello, a Gzira, nei paraggi di Sliema.
Nel XVII secolo venne acquistata dall’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni che da lazzaretto (per peste e colera) la convertì dapprima in ospedale di quarantena e poi in caserma.

Manoel Island vista dal mare

Il cavaliere di Malta a Fort Manoel

Un uomo con armatura e le insegne dell’Ordine di San Giovanni è stato avvistato in più occasioni.
Gli avvistamenti sono iniziati negli anni ’40 in prossimità delle rovine della cappella di Sant’Antonio da Padova, danneggiata dai bombardamenti. Più testimoni, sia Maltesi che Inglesi, riportarono la vicenda, che ebbe il suo picco nelle fasi in cui i lavori per sistemare le macerie a Manoel Island raggiunsero una certa regolarità.
Quel cavaliere nero sembrava “supervisionare” i lavori che venivano svolti.
Dunque non solo gli anziani (vivi) lo fanno nei cantieri!

Quando, con il permesso dell’arcivescovo, la cripta al di sotto della cappella venne aperta, si scoprì che era stata vandalizzata e che i resti di un cavaliere sepolto erano stati sparpagliati.
Le apparizioni di quell’uomo cessarono una volta eseguito il restauro della cappella, e risepolti i resti rinvenuti.
Queste però ricominciarono negli anni ’80… portando ad appurare che la cappella, dopo lungo stato di abbandono, era stata nuovamente vandalizzata; i sorveglianti di zona, spaventati, tendevano a trascurare quel posto.

Alcuni fra i soldati che furono di stanza lì, operai e turisti che avrebbero visto il fantasma, avrebbero anche individuato somiglianze con il Gran Maestro portoghese Antonio Manoel de Vilhena, (da cui l’isola ha preso il nome), ritratto in un dipinto di Favray.
Tuttavia, era l’architetto francese ed ingegnere militare Charles François de Mondion, anch’esso facente parte dei cavalieri, ad essere stato sepolto nella cripta…

cappella di Sant'Antonio da Padova

I precedenti al lazzaretto

Un monito della lastra di marmo, da sopra il portale sul versante mare, recitava:

CHI ARDISCE DI MAR-
CARE O GUASTARE
LE MURA IN LAZZA-
RETTO FARRA QUA-
RANTENA DOPPIA

In passato, la quarantena era d’obbligo per chi giungeva al porto maltese in provenienza da Paesi a rischio. Tale onere nel 1833 toccò anche al cardinale Newman, che nelle notti trascorse a Manoel, si svegliava a causa di strani rumori.
In una circostanza, per essere pronto alla fuga, rimase seduto nel letto talmente a lungo da prendersi un brutto raffreddore, come racconta nelle lettere alla sorella.

In quegli anni, anche una guardia medica che vi risiedeva con la famiglia trovò panni e letti scombinati in seguito ad una insolita visita notturna. Accadimento che innescò apprensione per gli “spiriti” anche nelle altre guardie.
L’inquietudine era talmente diffusa da allarmare il sovrintendente del lazzaretto, che provò pure a coinvolgere il capo segretario di governo. Erano scettici nei confronti della vicenda, ma la guardia medica era addirittura arrivata a fare disegni delle entità che sosteneva di aver visto, e ad esporli in città, facendo collette per le celebrazioni di Messe per quelle anime in pena. Il sovrintendente fu talmente esasperato dalla questione da insistere per la rimozione dell’uomo dal lazzaretto.

Diverso l’approccio dei cappuccini in servizio, già avvezzi a stranezze legate all’antico ospedale secolare in cui avevano precedentemente lavorato, che consideravano quasi normale avere compagnia del genere.

Lazzaretto di Manoel Island

Manoel Island oggi

Parte di Manoel Island oggi è interdetta.
A piedi si oltrepassa una sbarra con un punto di controllo (del consorzio che opera lì), di fronte ad un rudere; si prosegue per una breve salita fino ad arrivare in prossimità di Fort Manoel, dopodichè una cancellata, recinzioni, telecamere e cartelli che avvertono di possibili cadute nel vuoto, impediscono la prosecuzione. All’interno del forte, alcune sezioni del lazzaretto sono parzialmente crollate e i piani superiori rischiano di seguire lo stesso destino; ha problemi strutturali tali da rendere impensabile una futura messa in sicurezza.
Peccato, ci sarebbe piaciuto dare un’occhiata allo stato dei lavori, e magari discuterne con “qualcuno” (non necessariamente in carne ed ossa) che li ha a cuore.

Pericolo di caduta lavori a Manoel Island

È comunque possibile scrutarla dal mare, facendo un tour in barca dalla baia di Marsamxett (che in maltese singifica “porto della spiaggia“), di cui preferiamo il nome in Italiano: Marsamuscetto, o anche Marsamusetto!

Potrebbero interessarti anche...

5 risposte

  1. Ylenia Pravisani ha detto:

    Sono stata a Malta a febbraio dello scorso anno e ne sono rimasta totalmente affascinata. Ricordo che la guida ha accennato a ciò che hai raccontato nell’articolo ma non in modo così dettagliato. Grazie mille 🙂

  2. silvia ha detto:

    ragazzi mi avete messo paura eheh, scherzi a parte è sempre un piacere leggere di queste leggende ( che solo voi riuscite a scovare in ogni vostro viaggio ) ! grazie per aver condiviso il tutto con noi

  3. Cristina ha detto:

    A me Malta è piaciuta molto! Ma questo ppsto non l’ho visto. Tutta la tradizione legata all’isola ed alla sua storia è davvero affascinante…quante cose ci sono da scoprire nel nostro mondo!

  4. Secondo me a Manoel Island ci fanno gli esperimenti come negli avamposti sull’isola di Lost! Quella cancellata/telecamere/cartelli non me la raccontano giusta!! Sarà…cmq che posto ragazzi!! 😮

  5. gianluca ha detto:

    adoro leggere di queste leggende, a parte ciò Malta è una bellissima isola. A molte mie amiche sono successe cose stranissime lì

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* GDPR

*

Accetto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: