Il viaggio che mi ha cambiato la vita

Spiazzato. In difficoltà. Non so rispondere.
Ma è bellissimo… mi affascina quanto, talvolta, sia più facile viaggiare che rispondere a domande su viaggi.
Forse perchè li si introietta ma non li si formalizza; perchè li si “vive”, ma la loro esternazione rischia poi di non rendere il 100% di quel vissuto; come quando in tempi che furono, si trasportava musica da una (vetusta) audiocassetta ad un’altra, con inevitabile perdita nel passaggio.

Grazie a Marco Lovisolo che ha ideato e ci ha coinvolti in questo tagpost intitolato “Il viaggio che mi ha cambiato la vita”, il quale, un giorno, ci riserviamo di riscrivere. Perchè magari deve ancora capitare…
Ma se è già capitato, la risposta è: tutti.
Non c’è un singolo viaggio che non ci abbia cambiato qualcosa dentro, che fosse con un’idea, una convinzione o una riflessione scaturita, e che non ci abbia arricchito più di quanto non si sia speso.
Cambiamenti sovente avvertiti già al ritorno, scarichi fisicamente ma carichi spiritualmente.

Come si cambia

Potremmo menzionare il Giappone, per il senso di surrealtà che per noi aveva il trovarci proprio lì, in una società che si è evoluta parallelamente alla nostra, a contatto con una realtà che ha sviluppato tante peculiarità in maniera indipendente, e sotto certi aspetti, incontaminata.
Il primo viaggio in Giappone non ha cambiato la nostra voglia di immergerci in dimensioni differenti, ma l’ha aumentata esponenzialmente. Ne ha cambiato l’intensità.

Dovremmo però ricordare anche la Malesia. Uno dei viaggi temporalmente più estesi che abbiamo fatto, durante il quale ne sono capitate diverse, anche di venire provvidenzialmente aiutati. Un ontheroaddone in cui alla fine si sentiva tutto il consumato di un’avventura del genere, nei vestiti, nei bagagli, nella faccia.
Esperienza che ha cambiato l’approccio che abbiamo nei confronti delle difficoltà.
In tal senso abbiamo avuto “approfondimenti” successivi in Sri Lanka, spinti , volenti o nolenti, a tirare fuori sul momento alcune capacità, e… ironia della sorte, pure in Toscana! 🙂

Immancabilmente ci ha cambiato la vita, il viaggio in Egitto. Il primo a venire intrapreso insieme, che per distanza cronologica e con tutto quello che ne è seguito, assume col senno di poi quasi il ruolo di posa di una pietra miliare.
Se oggi la direzione che abbiamo preso ci può sembrare scontata, come se non fosse potuta essere altrimenti, ai tempi era ancora in da farsi…

Tante esperienze ed emozioni in un viaggio possono indurre cambiamenti. Ricordiamo con piacere l’Islanda che per il suo isolamento e la fusione con la natura è stato un trip, che oseremmo quasi definire onirico.
Un bel sogno che vogliamo rifare, in quella particolare dimensione naturalistica che sentiamo a noi molto vicina.
Ha sicuramente cambiato il valore che diamo alla solitudine, nell’assaporare il privilegio di essere gli unici esseri umani  nel raggio di tantissimi… magici, chilometri quadrati.

strade islandesi il viaggio che mi ha cambiato la vita

Le gite con la scuola cambiano la vita, o in un certo senso ti ci preparano: io mi ripromettevo che poi da grande sarei ritornato in quei posti, per riviverli con occhi adulti.
Da cucciolino non potevo ancora saperlo, ma sarebbero stati “occhi lemurosi“.

Anche i viaggi in famiglia, hanno avuto modo di impostare una certa forma mentis in noi, rappresentando, dunque, già in tenera età, veri e propri viaggi di crescita e cambiamento.

Abbiamo lasciato fuori tanto altro fra quel che è stato introspettivamente capace di cambiamenti esistenziali significativi, e nonostante ciò, siamo andati lo stesso un pochino fuori tema nel non selezionare un unico viaggio… probabilmente perchè non si cambia una volta e basta. Avviene e ricorre.
Se identifichiamo ognuno di questi cambiamenti di vita come fosse una tappa, e se ogni tappa è un viaggio, otteniamo: un cambiamento composto da un succedersi di più cambiamenti… un viaggio fatto di viaggi!

Non finisce qui

Siamo curiosi di sapere quale sia stato il viaggio che vi ha cambiato la vita, e questa volta passiamo la patata turbo-bollente a :

Un trolley per due

Italiaterapia

Oltre le parole

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19 risposte

  1. Viaggi in corso ha detto:

    Tutto ciò è verissimo!! Ogni viaggio ci arricchisce e ci cambia! 😀 Un viaggio fatto di viaggi, non potevate concludere con parole migliori! 😉

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Grazie! Da ognuno di questi si può imparare qualcosa; qualcuno più, qualcuno meno, cambia una piccola parte dentro di noi… e nel complesso, sul lungo termine, costruiscono la nostra evoluzione come persone 🙂

  2. Gipsy ha detto:

    ogni viaggio cambia un po’ la vita, ma secondo me quelli che lasciano più il segno sono quelli in paesi con tradizioni molto diverse dalle nostre oppure dove ti scontri con la povertà.

  3. Bruna Athena ha detto:

    Non saprei dirlo, a dire il vero. Credo che sia stata l’esperienza di viaggio nel suo insieme ad aver cambiato il mio modo di vedere e vivere le cose.

  4. Veronica ha detto:

    Hai ragione ogni volta che si torna da un viaggio si torna più ricchi e ci si conosce un pò di più ma quando si cerca di condividere con gli altri quel bagaglio di emozioni non si riesce a rendere l’idea di cosa si è provato o visto al cento percento…
    Tra i tanti viaggi che ho fatto però quello che mi ha dato di più è stato il Cammino francese di Santiago forse per la durata (trenta giorni) forse perchè l’ho fatto da sola o forse perchè a piedi si scoprono posti che in auto o qualsiasi altro mezzo non si potrebbero scorgere..o forse per tutte e tre le cose insieme sta di fatto che quando è finito non volevo più tornare a casa e ogni volta che torno con la memoria a quei giorni provo un senso di felicità e pienezza impossibile da descrivere a parole♥️

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Quell’impossibilità di poter trasmettere appieno un’esperienza o un’emozione, talvolta può dispiacere un pochino, poiché non si riesce a condividere tale pienezza con nessuno. Vale però ugualmente la pena farlo, perché anche in versione ridotta, ciò che arriva, può essere molto significativo in chi ci ascolta o ci legge.
      Del cammino di Santiago abbiamo sentito parlare tantissimo, e per molti ha rappresentato un grosso cambiamento, talvolta drastico, di vita. Non lo abbiamo mai fatto, ma siamo sicuri che qualora lo intraprendessimo, resterebbe in noi quel repertorio di bellissimi ricordi a cui attingere in futuro.

  5. Non è semplice rispondere a questa domanda (nel mio caso non lo è stato) perché in effetti, come dite voi, ogni viaggio ci cambia un po’. Si impara qualcosa di nuovo, anche dai posti che magari non ci colpiscono in maniera particolare.
    Buona serata 😍

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Vero, c’è sempre da imparare. Forse la capacità di un viaggio di cambiarci sta anche in quanto noi siamo disposti a cogliere tali cambiamenti. Anche luoghi che non colpiscono più di altri, nascondono un enorme potenziale, che può rivelarsi a seconda della sensibilità del viaggiatore.

  6. untrolleyperdue ha detto:

    Bellissimo articolo ,scritto con il cuore! ❤️ Siamo completamente d’accordo con voi, ogni viaggio ci lascia in dono riflessioni e cambiamenti: l’anima assorbe ogni sfumatura dell’esperienza e la elabora. A volte anche senza che ce ne rendiamo conto nell’immediato,perché la nostra natura è un continuo adattamento a ciò che ci circonda e magnetismo verso ciò che ci appassiona.
    Così noi viaggiatori, che siamo sognatori su questa terra, cerchiamo costantemente il cambiamento, cerchiamo sempre qualcosa che ci faccia emozionare e non ne abbiamo mai abbastanza!
    Ragazzi, grazie mille per la nomination, per noi è un vero piacere partecipare! 😉
    Un abbraccio e… Buon viaggio 😎

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Grazie! Che bellissimo pensiero! Ciò che ci cambia, di un viaggio, probabilmente dipende più da noi che dal viaggio in sè, la sensibilità che solitamente risiede in chi viaggia predispone ad assorbire ciò che ci attornia.
      Non vediamo l’ora di leggere il viaggio che vi ha cambiato la vita! Abbraccioni.

  7. beatrice ha detto:

    io fatico a sceglierne uno.. però forse per ora è il Sudafrica, impossibile non riflettere davanti ai contrasti che ci sono in quel paese… con l’apartheid ancora così vicina e le township…

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