Il Tempio dei Serpenti a Penang

Ad una ventina di km da George Town a Penang (Malesia) c’è un tempio piuttosto singolare. Un tantino repellente, se vogliamo…
Non è di semplice raggiungimento perchè la viabilità dei dintorni è assai ingarbugliata tra (purtroppo) fabbriche e magazzini, ed è necessario fare un giro un po’ contorto per accedervi, ma quale altro tempio vi permette un tête-à-tête con serpenti velenosi ?

Che vi reputiate una persona dal dente avvelenato o meno, il connubio spirituale misto a vipere e crotali in libertà, del tempio dei serpenti, non potrà che insinuarsi dentro di voi e serpeggiare fra i vostri chakra, mordendo il Qi che vibra nella vostra parte più profonda.
Ad essere onesti però, per quanto ci riguarda, l’aspetto spirituale è passato immediatamente in secondo piano a beneficio di quello puramente safaristico, poichè una volta entrati ci siamo divertiti a scovare i sinuosi rettili che si sollazzavano in giro.

Perchè “Tempio dei serpenti

Nel tempio bruciano enormi quantità di incenso, e questo, unitamente al fatto che i serpenti sono predatori prevalentemente notturni, li renderebbe “storditi” al punto da non attaccare l’uomo. È credenza locale che siano le proprietà sacre dei fumi incensieri ad ammansire coloro, che sono considerati alla stregua di spiriti guardiani.
Per scongiurare rischi, vengono comunque “develenizzati”, ma vien da sè che non potendo esserci l’ubiqua certezza di averlo fatto a tutti, è fortemente raccomandato l’evitare di toccarli. Sempre che non si voglia scoprire in autonomia se qualcuno non è stato trattato…

Non aspettatevi però scenari alla Indiana Jones o Tomb Raider con serpi e fuoco, tra giochi di luci, ombre e fumi, a risaltare l’oscura sacralità di antiche conoscenze perdute.
Il tempio infatti non è particolarmente sontuoso, anzi si desume già dall’arrivo che si tratta dell’esatto opposto.
È dedicato al monaco guaritore Qingshui , nato in Cina nel periodo della dinastia Song (XI secolo). Di lui si sa che ottenne presto l’investitura, e che secondo i devoti era dotato di poteri soprannaturali, tra cui anche quello di poter controllare il meteo e poter fare piovere durante le siccità. Stando alla leggenda, il monaco era solito dare rifugio ai serpenti della giungla.
Morì a 65 anni dopo una vita di buone azioni, conseguendo il titolo di “Chor Soo” e venendo venerato generazione dopo generazione.
Il piccolo tempio Malese venne costruito nel 1850, e fu inizialmente intitolato “Tempio della nuvola azzurra” in onore del cielo sopra Penang, ma a quanto pare, sin dal momento del suo completamento, i serpenti della zona iniziarono spontaneamente a “frequentarlo”, e venne allora dedicato al monaco che nel folklore Buddhista era solito ospitarli.




Sembrerebbe che la popolazione rettile odierna, a causa dell’urbanizzazione circostante sia diminuita rispetto ad una volta, ma qua e là potrete sparutamente ancora notarla, in altari, sporgenze, rilievi, anfratti, alberi, laddove un occhio attento riesca a scorgerla.
È infatti un particolare non da poco, non si dia per scontato di saperli individuare sin da subito, e nemmeno di essere così sicuri di non toccarne accidentalmente qualcuno.
Possono pure trovarsi ad altezza d’uomo e venire scambiati per decorazioni: mi è capitato un faccia a faccia mentre ero intento a guardarmi in giro e riprendere con la telecamera, senza accorgermi di averne uno a pochi centimetri dal volto! O addirittura anche più in alto, e Lemu Rina, a cui è capitato di trovarsi inconsapevolmente sotto ad un ramo “abitato”, ne sa qualcosa.
È un luogo molto tranquillo, ma va dunque tenuto presente che quegli animali si mimetizzano.
Amano piazzarsi anche in punti inusuali, arricciati in un angolo, appesi in un posto, aggrovigliati ad un altro.
Di giorno stanno praticamente immobili; di notte gironzolano mangiandosi le offerte, portate principalmente proprio per loro.

Snake Temple - Tempio dei serpenti a Penang Malesia

Incontri Ravvicinati

Forse non sarà per tutti, ma se come me, proprio non potete resistere nel voler stabilire un contatto, si possono fare foto con alcuni serpenti di fiducia, presumibilmente “testati”.
Mi hanno fatto allargare le braccia per reggere sulle spalle un enorme pitone albino di diversi chili preso da una teca. Razza non velenosa poichè uccide le prede con la sua stretta, e devo ammettere che è piuttosto pesante, al punto da dolermi la schiena.
Poco dopo, come contorno, mi hanno aggiunto intorno al collo un serpente di medie dimensioni preso da un’altra teca, a farmi da sciarpa; non saprei dire se un cobra, ma ad ogni modo fa specie avere uno di questi cosi proprio vicino al collo.
Dulcis in fundo, non bastando i due ospiti che già mi si stavano crogiolando addosso come fossi un albero, hanno aggiunto un terzo serpente più sottile, da un’altra teca, appoggiandomelo in equilibrio sulla testa, e questo sarebbe teoricamente il più supervelenoso di tutti.
Se inizialmente al tatto, hai consapevolezza dei movimenti del primo, mentre ti rimane avvinghiato, quando iniziano ad aggiungertene altri, perdi il senso del controllo dei loro movimenti, perchè ne percepisci troppi in contemporanea ed indipendenti. Uno dei fattori principali del disagio può consistere nella sensazione pervasiva.
Comunque se sono qui a raccontarlo significa che sono stati tutti e tre buoni, e posso quindi confermare che sono amichevoli sin da quando si aggrappano addosso, non ho voluto però personalmente verificare fossero “munti” 😉

Tempio dei serpenti a Penang Malesia

Il tempio dei serpenti è casa loro. In un habitat che intorno si restringe sempre più, è oramai l’unico posto rimasto che possano ancora reputare come tale, ed è anche grazie ad esso che riescono a sopravvivere.

Concludiamo con una raccomandazione solitamente più da negozio che da tempio, ma che siamo piuttosto sicuri verrà seguita anche qui: GUARDARE MA NON TOCCARE !

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Una risposta

  1. Bruna Athena ha detto:

    Aaah questo lo visiterei! Non mi fanno impressione, anzi: mi sono simpatici! Ad esempio, il tempio dei topi in India per me non sarebbe nemmeno pensabile.

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