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Il labirinto di Cnosso e i suoi mitici miti a Creta

Storie di corna, amori inconsueti, ingegnosi stratagemmi e coraggio, sono legate al leggendario labirinto di Cnosso; a Creta è possibile visitare il palazzo di Cnosso (2000 a.c.), dalla cui complessità si pensa abbia avuto origine il mito del labirinto.
Vi raccontiamo cosa ci sta dietro, o meglio, dentro, partendo quindi da chi vi era rinchiuso: il Minotauro.

Chi o cosa era il Minotauro

Secondo la mitologia greca, il Minotauro era un uomo per metà toro… o dovremmo piuttosto dire che era un toro per metà uomo? Sembrerebbe una faccenda da “bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto”, comunque sta di fatto che aveva il corpo da uomo e la testa da toro.
Come era possibile una cosa simile?
La madre era Parsifae, ed il padre era il toro di Creta, un enorme bestione che soffiava fiamme dalle narici: dalla loro unione nacque il Minotauro.

Verrebbe spontaneo chiedersi come, e perché, sia avvenuta un’ibridazione del genere.
Se si sospetta che fosse stato lui a circuire la donzella, e magari pure a costringerla con brutalità al congiungimento, si è fuori strada.
Parsifae, era coinvolta in una prolifica e stabile relazione con Minosse, re di Creta, suggellata da ben 8 figli, e fu infatti lei ad innamorarsi del toro!
Sostanzialmente non per ricerca di qualcosa di diverso, né per chissà quale pretesa nei confronti del partner, si trattò di una (non sua) ritorsione…

Minosse, che non era ben visto dal popolo, aveva pregato con insistenza il Dio Poseidone di inviargli un toro (da sacrificare), così da impressionare positivamente la propria gente.
Il Dio gli inviò uno splendido toro bianco per farselo sacrificare in proprio onore, ma Minosse, reputandolo troppo bello, lo risparmiò (e se lo tenne), sacrificandogliene un altro.
Fu allora per vendetta che Poseidone fece crescere ardentemente nella moglie, una forte attrazione proprio nei confronti di quello stesso toro.

la leggenda del minotauro

Come nacque il Minotauro

Quanto appena detto, risponde al “perché” di questa bizzarra coppia, tuttavia è il “come” a sconcertare ancor di più.
(Negli Usa… usa dire: viewer discretion is advised).

La regina Parsifae si rivolse ad un latitante, Dedalo, che era a Creta per sfuggire alla condanna di omicidio, affinché la aiutasse ad essere “avvicinata” dal toro sacro.
L’ingegnosa trovata fu di realizzare una finta vacca in legno, rivestita esternamente con pelle di un’attraente esemplare femmina, piazzarvi dentro Parsifae, e attendere che sopraggiungesse il toro di Creta a montarla.
E bim, e bum, e bam, con l’inganno è ciò che (ovviamente nel mito greco) avvenne.

Non tutte le mucche riescono col buco

Dunque il padre del Minotauro credeva di essersi accoppiato con qualcuno della propria specie, e non si era reso conto della “legnosità” della partner, ed ancor meno che si trattasse della regina in carne ed ossa.

Purtroppo, il nascituro, si rivelò essere troppo violento e selvaggio; tanto che Minosse lo fece rinchiudere in un labirinto, costruito dal tuttofare Dedalo, affinché non rappresentasse un pericolo per nessuno.
Durante il periodo di sottomissione di Atene a Creta, Minosse pretese dagli sconfitti l’invio periodico di 7 fanciulli e 7 fanciulle, da dare in pasto al Minotauro. (I fan di Hunger Games ne avranno di sicuro riconosciuto le analogie con i “tributi”)

La rappresentazione con testa animalesca è eloquente nel rimarcarne l’indole; persino Dante nell’Inferno della Divina Commedia, lo ha posto come guardiano del cerchio dei violenti. Non osiamo immaginare cosa sarebbe potuto succedere se qualcuno lo avesse scherzosamente chiamato minchiotauro

Minotauro al palazzo di Cnosso

Dentro al labirinto di Cnosso

Teseo si offrì volontario tra le vittime sacrificali, in modo da poter affrontare, e provare a sconfiggere una volta per tutte, quel famelico mostro che sistematicamente si cibava dei giovani ateniesi.

Al pari dell’indecifrabile labirinto concepito dal poliedrico Dedalo, talvolta anche le questioni di cuore si ingarbugliano in maniera inestricabile.
Arianna, figlia di Minosse (cretese), si era innamorata del prode Teseo (ateniese, e quindi oppresso dal regno del padre di lei).
Fu grazie allo stratagemma di Arianna e al suo gomitolo rosso, che Teseo, dopo aver ucciso il Minotauro, riuscì a fuoriuscire dal labirinto di Cnosso, seguendone a ritroso, insieme alle altre vittime ateniesi designate, il filo che aveva srotolato all’andata.
Il loro amore però, non decollò mai.

Evasione dal labirinto di Cnosso: Icaro e Dedalo

Il labirinto di Cnosso era un intrico di strade, stanze e gallerie talmente complesso, che alla fine della sua costruzione, Dedalo e il figlio Icaro vi rimasero chiusi dentro.
Secondo altre versioni invece, vi erano stati fatti rinchiudere da Minosse: forse a scopo cautelativo, in quanto unici conoscitori dello schema di uscita, o forse come punizione per la riuscita fuga di Teseo.

Univoca e celebre è invece l’allegoria legata alla loro evasione in cui, tramite piume d’uccello incollate ai propri corpi con la cera, riescono poi a volarne fuori.
Icaro, nonostante le continue esortazioni di Dedalo (una sorta di “fly down” e moniti vari in serie), si lascia però prendere dall’ebbrezza del volo ed avvicina troppo il sole, finendo così per sciogliere la cera che fissava le penne, e morire. Il McGyveriano Dedalo, più saggio, vola più basso preservando le proprie ali artificiali sino all’atterraggio in Sicilia.

Mitologia Greca

Labirinto e palazzo

Nel gironzolare tra i resti del palazzo di Cnosso a Creta, osservando quanto ne è stato artificialmente ricostruito, ci siamo immaginati come dovesse apparire con le sue 1300 stanze nel periodo di massimo splendore, e gli evidenti legami con i miti del labirinto.

Miti che, come le favole, hanno le loro morali ed i loro spunti che portano a riflessioni esistenziali.
Volendo sintetizzarle tutte quante, in un unico insegnamento, non abbiamo dubbi:

A carnevale non vestitevi da mucca .
(a meno che proprio non vogliate).

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