Guidare a Bali. Guida alla sopravvivenza!

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17 Risposte

  1. Lucy ha detto:

    Ciao! Ti ringrazio per questo esaustivo resoconto, insieme agghiacciante e divertente! Temo che prima o poi mi toccherà andare a Bali (lo confesso, non mi ha mai ispirata molto, ma non sono molto lontana, quindi prima o poi ci scappa :D) e farò tesoro di tutte queste tue preziose dritte 🙂

  2. Marco ha detto:

    Siete stati ammirevoli. Io quando viaggio in Asia rinuncio all’on the road classico e mi affido ai mezzi pubblici.

  3. L'OrsaNelCarro ha detto:

    Ossignore! Una bolgia dantesca, è esattamente questo il girone infernale segreto in cui finiscono gli automobilisti indisciplinati quando schiattano! 😛
    La Multi-Ammaccata Toyota va brevettata eh! 😉

  4. Falupe ha detto:

    Un’avventura nell’avventura! Il modo di guidare presente in genere in tutti i paesi orientali spaventa anche noi che solitamente circoliamo per le strade di Roma. Fino ad ora le strade più “folcloristiche” le ho incontrate in Vietnam. Uno spettacolo attraversarle a piedi.

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Vero, anche da pedoni si corrono dei rischi, abbiam visto “fare dei peli” pazzeschi.
      Comunque ce la siamo andati a cercare noi, ed è andata bene. Forse spinti da quel sapore un po’ adrenalinico… 😉

  5. Itinerari low cost ha detto:

    Mi viene l’ansia solo a leggere il post. Mi sembrano le zone dove girano quei filmati in tv tipo ‘Eroi dell’asfalto’ !!! Io chiuderei gli occhi (se fossi il passeggero) iniziando a pregare!! : DD

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Sì, è un po’ una gabbia di matti. Ci siamo tuffati proprio perchè ne avevamo voglia, però sulle prime fa impressione, quasi da temere su come ci si sarebbe districati poi nelle settimane successive…
      Per fortuna né guidatore nè passeggero han chiuso gli occhi, lo avessimo fatto, anche solo per qualche istante, non avremmo portato a casa i codoni! 😀

  6. Ragazzi che avventura: abbiamo capito che per guidare in Asia ci vuole coraggio, attenzione, ma soprattutto una grande dose di sedere!! ahahah
    L’immagine di LemuRina poi, che si sbraccia per creare varchi in mezzo al caos balinese è quasi leggendaria! 🙂
    In ogni caso, bentornati Lemuri! 🙂

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Il fattore C ! Come ovunque, anche nella sopravvivenza urbana asiatica ci vuole 😀
      Ci si può pure impegnare quanto si vuole, ma se in un grappolo anarchico di motorini e auto becchi lo stuntman, non puoi evitare l’inevitabile.
      Lemu Rina è stata eroica: anche chi copilota, così come chi guida, deve superare lo shock iniziale ed adattarsi gradualmente all’ambiente.
      Grazie , a presto ! 🙂

  7. Giulia Cipollina ha detto:

    Davvero molto interessante!

  8. Laura De Micheli ha detto:

    Ragazzi posso solo dire… Bravi!!! Io, come vi avevo accennato, mi ero affidata totalmente ad autisti privati e continuerò a consigliarlo perché il traffico di Bali e dell’Indonesia in generale è veramente pericoloso. Considerando l’ottimo prezzo degli autisti secondo me vale la pena sedersi e ammirare i panorami senza arrivare a fine viaggio con i capelli bianchi 😂😂 Bravi ancora ragazzi! Chapeau 😘😘

  9. Veronica ha detto:

    Quanto avete ragione🤣🤣🤣🤣 ho visto tutto questo dietro il finestrino del mio taxi spostandomi da Ubud verso il sud e sono rimasta shockata al traffico e dal modo di guidare 😅 ragion per cui ho preferito non rischiare e continuare ad usare il taxi che tra l’altro non costano nulla😁

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Il costo dei driver è molto abbordabile, anche se comunque sia, è fondamentale contrattare perchè partono da cifre quadruplicate come minimo. Chi non se la sente di infilarsi in quella mischia è meglio non lo faccia, perchè per quanto le velocità siano ridotte, il rischio rimane, ed è più opportuno guidi qualcuno del posto.

  10. Simona ha detto:

    Bali mi piace moltissimo, adoro lo yoga, il cibo, i templi le risai ma non il traffico tentacolare che non ti aspetteresti in un’ isola paradisiaca! Complimenti per il coraggio, anche a me piace essere indipendente ma a Bali non me la sono sentita.

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