Fiocchi Gialli

Guidando in giro per la Corea, in prossimità di cartelli di scuole, abbiamo notato che talvolta si vedevano dei fiocchi gialli legati.
La scoperta del loro significato, l’abbiamo poi fatta solo una volta a casa.
Sul momento per noi rappresentava semplicemente una cosa curiosa a cui non sapevamo dare una spiegazione: dalle nostre parti usa apporre un fiocco azzurro fuori della porta di casa in occasione della nascita di un bimbo, e metterne uno rosa per quella di una bimba… ma esporne di gialli in strada che vuol dire ?

I fatti pregressi, al momento li conoscevo, ma non avevo mai pensato esistesse un nesso a collegarli.

Collegamento che invece è stato quasi immediato, in una circostanza diversa, nel corso di una passeggiata serale in una piazza di Seul.
Nessuno dei passanti stava avvicinando un allestimento provvisorio inconsueto, uno stand che aveva al suo interno una sorta di maxibacheca grande quanto una parete, con centinaia di foto.
Ricordava un tempio. Rallentammo perchė quella sfilza di volti, in stragande maggioranza di adolescenti, mi aveva fatto pensare a quel che era avvenuto, non molto tempo prima, in Corea del Sud.
Avevo capito, ma non ne avevo conferma, avrei voluto osservare più da vicino… e magari scoprire che mi stavo sbagliando, che si trattava di una specie di muro celebrativo per un qualche conseguimento, ma quelle candele davanti…
Un signore che sostava poco distante, apparentemente correlato a questo gazebo (tipo custode), ci approcciò. Forse aveva notato che eravamo rimasti colpiti da così tanti sguardi, incorniciati uno per uno, e forse aveva percepito la nostra titubanza.
In certi contesti, probabilmente ci si aspetterebbe che chi ha fatto tanta strada per arrivare fino a lì, preferisca cercare intrattenimento, magari non sia al corrente di cosa è accaduto, e non è detto che voglia o che riesca a comprenderlo… a mia volta potevo quindi capire la sua esitazione.
La vincemmo in simultanea, mentre provai a comunicare in inglese, quel signore ci porse dei ceri, ed indicò lo stand.
Gli avevo chiesto se era per quel traghetto; perchè avevo quasi la certezza si trattasse di quel maledetto traghetto di un anno prima, di cui avevo visto le immagini girate dai ragazzi stessi in cabina.
Purtroppo lui parlava solo coreano, e poteva solamente con dei gesti mostrarci la candela e invitarci ad accostarci alla parete commemorativa. Ad un certo punto, prontamente stoppò una ragazza di passaggio, che ci fece da interprete, e iniziammo a comunicare, riuscendo a scambiare un po’ di parole per qualche minuto.

Era esattamente ciò che temevamo: si trattava dei 295 morti del Sewol. Facevano parte dei 476 passeggeri che il 16 aprile 2014 si trovavano a bordo. Mi stupì, parlando col signore, che al momento, nonostante fosse passato molto tempo, ci fossero ancora 9 dispersi.
A bordo viaggiavano 325 ragazzi di una scuola superiore in gita scolastica, accompagnati da 14 insegnanti. È un colpo pazzesco vederne così tanti, e così giovani.

Durante una virata, il carico eccessivo (di più del doppio della portata) mal fissato si spostò di lato portando l’imbarcazione ad inclinarsi su un fianco.
Non vi muovete, rimanete dove siete, è pericoloso muoversi , rimanete dove siete“. Si ri-iterava il messaggio agli altoparlanti.
Intanto l’acqua continuava ad entrare ed incrementava il rollio.
L’ordine era di indossare vestiti e giubbotti salvagente, e di rimanere in cabina, ma i primi ad andarsene furono quelli dell’equipaggio, mentre intanto c’era gente a bordo che ubbidiva all’ordine di non evacuare.
Il comandante, che al momento della tragedia non era di turno, venne ripreso dalla TV di Stato, tra i primi in procinto di salire (in mutande) sulle barche di salvataggio. Sta scontando l’ergastolo.
Quando si penserebbe che peggio di Schettino non ce ne siano, e invece…

Oltre alla tragedia ci fu la beffa, che si sarebbe portati a non ritenere possibile in alcuni Paesi all’avanguardia dell’estremo oriente, ma evidentemente anche loro non ne sono immuni.
Alla catena di incompetenze, leggerezze ed omissioni che causò l’incidente, seguirono pure quelle della guardia costiera, delle forze dell’ordine, di chi doveva salvare eventuali sopravvissuti, dei media, e del governo.
Nelle ore successive e in nottata, fintanto che l’imbarcazione era ancora parzialmente fuori dall’acqua, non ci fu efficienza nè tempestività nei tentativi di salvataggio, mentre le televisioni divulgavano il contrario.
I parenti disperati, accorsi con dei pullman, si radunarono presso una palestra poco distante, per poi accamparvicisi nella spasmodica attesa di avere notizie dei propri figli.
Nella notte, affittarono barche private per avvicinare l’area delle presunte operazioni, constatando che era solamente circondata da boe e presidiata dalla polizia, ma senza che fosse in corso alcun tipo di ricerca o di intervento. Un sub volontario si immerse per verificare se sussistessero condizioni di correnti o di oscurità, tali da impedire l’impiego di sommozzatori. Il mare sarebbe stato praticabile dai soccorsi.
Nelle fasi che seguirono, i media tendevano più a tentare di attenuare le colpe del governo che a riportare i fatti. I genitori si erano organizzati in gruppi web per scambiarsi informazioni di qualsiasi tipo, ed avevano installato un maxischermo nella palestra su cui proiettare a rotazione messaggi e clip video inviati dai telefoni dei figli scomparsi, oltre ad immagini dei tg, informazioni, e qualsiasi elemento potesse rivelarsi utile pur di non continuare a perdere tempo prezioso. La speranza a cui si aggrappavano era che si fossero preservate delle sacche d’aria all’interno del relitto inabissato.

In quella palestra si presentarono anche dei politici, fischiatissimi, quasi aggrediti; perfino la neoeletta presidentessa Park Geun-hye, prima donna presidente della Corea, a sua volta venne contestata. In tempi successivi sciolse poi la guardia costiera, ma già da allora, aveva iniziato a perdere molti consensi.
In occidente sarà sicuramente conosciuta per via dell’impeachment del 2016 che ha visto terminare il suo mandato con un arresto (2017) per corruzione, e che ha coinvolto tutte le più grandi aziende della nazione, ed è costato la condanna anche ad una sua amica sciamana.
Tristemente quindi, si può parlare più propriamente di tentativi “di recupero” che non “di salvataggio”, in quanto purtroppo, era trascorso troppo tempo dal ribaltamento e dal naufragio, nonostante all’opinione pubblica si volesse dare ad intendere altro.

Quel signore sembrò molto onorato dal nostro interesse.
Prendendo i ceri avvicinammo quella parete di vite spezzate, iniziando a guardarle una per una, pensando quali personalità avessero, che attitudini, interessi, che futuro avrebbero potuto avere davanti. Pensando agli amici, fratelli, genitori, ai loro animali domestici che non li hanno visti mai più tornare a casa.
Pensammo a una ferita che non è solo di una famiglia, di una scuola, di una città o di una nazione, ma è un dolore che, di fronte a quella gioventù interrotta (in maniera forse evitabile), coinvolge anche noi.
Accendemmo i ceri.





Trapelò in seguito un rapporto interno confidenziale, in cui non vi era menzione a proposito del voler indagare sulla verità di quella strage, nè su come recuperare lo scafo, nè riguardante il supporto ai famigliari delle vittime.
Nel documento ufficiale si parlava solo di come “controllare i tentativi di protesta che l’opposizione avrebbe potuto attuare in seguito all’incidente del traghetto“, e suggeriva un metodo di manipolazione dell’opinione pubblica tramite invio di contro-manifestanti.

La preoccupazione primaria non era di scoprire le cause ed evitare che potesse risuccedere, o di determinare le responsabilità per punire i colpevoli, nè il dolore di chi ha subito perdite irrecuperabili…… era di non avvantaggiare i rivali politici!

Alcuni genitori hanno messo in rete gli ultimi momenti di vita dei figli, mentre in cabina, dapprima scherzano, poi si preoccupano, poi si domandano se dovrebbero disubbidire agli ordini. (In pochi contravvennero, ma proprio così facendo sono poi riusciti a salvarsi).
Sono dei fendenti allo stomaco: qualcuno si rammarica che non potrà finire la sua serie di manga preferiti, qualcuno saluta il fratello la sorella e genitori dicendo che vuole loro bene, qualcuno impreca maledicendo il giorno in cui ha accettato di andare in gita a Jeju (la destinazione che non hanno mai raggiunto), qualcuno fa una sorta di video testamento….

Sewol i ragazzi morti nel tragico incidente



Non ho avuto il coraggio.
L’interprete non c’era più; con quell’uomo, rimasto nuovamente solo, è bastato un accenno di inchino, uno sguardo, per scambiarci gratitudine e poi salutarci. Ma se anche lei fosse stata ancora lì, non avrei avuto il coraggio di domandare se lui è il padre di una delle vittime del Sewol….. ma noi siamo quasi sicuri, che qualcuno, in mezzo a quella moltitudine di volti, lo chiamava “appa” (papà).

Se a qualcuno dunque interessa solo che non vada a vantaggio della concorrenza politica, c’è anche qualcun’altro a cui, nonostante l’evidente impossibilità, interessa la speranza.
I fiocchi gialli, a partire da quei tragici giorni, vennero esposti dalla popolazione in segno di solidarietà, ma anche come vessillo che ricordasse che c’era ancora qualcuno da cercare, trovare e salvare. (Cosa che clamorosamente abbiamo imparato non essere poi così scontata).
Chi, dopo tanto, li ha lasciati ancora appesi, lo ha fatto perchè il numero dei dispersi non ha raggiunto lo zero. Magari più per principio, che per le reali chanches, a distanza di 16 mesi, di trovare veramente quei nove.
Finchè non c’è la certezza che siano morti, continua la speranza che siano vivi. E quei fiocchi gialli, SONO la speranza….

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20 Risposte

  1. Ricordo esattamente le immagini date in loop ai tg. Che cosa orribile!
    Chissà se i fiocchi gialli sono ancora lì? 🙁

  2. Falupe ha detto:

    Una sola parola di commento: agghiacciante. Spero che gli errori possano servire da ausilio per il futuro.

    • Lemurinviaggio ha detto:

      È imperdonabile tra l’altro che non si sia trattato di un singolo errore, (talvolta il fattore umano è comprensibile ed eventualmente accettabile), ma di una serie di errori macroscopici dovuti a negligenza , corruzione , incompetenza e sotto certi aspetti quasi disinteresse che hanno riguardato la vicenda.
      Ancora oggi ci sono raccolte di firme, petizioni e comitati con l’intento di voler indagare più a fondo (e presumibilmente meglio perseguire) ciò che è accaduto.

  3. Silvia ha detto:

    Emozionante questo post, l’ho letto quasi sospesa.. purtroppo ricordo benissimo quella tragedia e mi piace pensare che questi fiocchi gialli tengano accesa una piccola flebile speranza.

  4. Giulia -LaDoppiaG ha detto:

    Un racconto straziante, una vicenda orribile. Ti ringrazio però di averlo condiviso con delle parole che mi hanno fatto sentire le emozioni che devi aver provato davanti a quei volti. Viaggiare non è solo divertimento, è consapevolezza.
    Giulia

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Emozioni tanto inaspettate quanto forti. Nel nostro piccolo abbiamo voluto far conoscere qualcosa di più su quella vicenda anche in Italia, cercando proprio di portare un pochino di quella consapevolezza.
      Forse i parenti non verranno mai a conoscenza di questa piccola goccia nell’oceano, ma questo piccolo pensiero per noi rappresenta un tributo che abbiamo voluto rivolger loro.

  5. Happilyontheroad ha detto:

    Ricordo benissimo quella brutta vicenda! 🙁

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Anche i nostri TG riportarono la vicenda, che scosse tutto il mondo. Ricordiamo alcuni filmati divulgati all’epoca (ed ancora visibili online) dai genitori, in cui purtroppo si vedono i loro figli nei momenti durante l’emergenza. Estremamente dolorosi.

  6. robisceri ha detto:

    Oddio che tristezza… In effetti ricordo l’evento, ora che lo rammenti tu. Soprattutto è incredibile constatare che di Schettino non ce n’è uno solo. Angosciante a dir poco

    • Lemurinviaggio ha detto:

      A volte l’errore umano (e parliamo di uno singolo) può risultare letale. In questo caso è proprio stata una tombola di inettitudine: irresponsabilità di chi ha fatto il carico oltre il consentito e di chi si è lasciato corrompere per farlo, l’inesperienza della giovane manovratrice che ha causato l’incidente (era il terzo ufficiale) , l’inettitudine del capitano che è scappato via alla Schettino, l’assurdo ordine (gravissimo) di non evacuare la nave , la lentezza se non vera e propria immobilità nei primi 30 minuti dal lanciato allarme, l’impreparazione della guardia costiera , la mancanza di uomini , mezzi , addestramenti, procedure ed organizzazione …. nel quadro di una gestione preoccupantemente incompetente.
      Inquieta pensare che la vita di centinaia di persone , in questo caso per buona parte ragazzini di un istituto, siano state date in mano a gente che evidentemente non doveva ricoprire quei ruoli.

  7. loredana stasi ha detto:

    un post davvero interessante sconvolgente ed emozionante!!!!!

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Grazie! Tante volte ciò che ci emoziona di un viaggio non è costituito solo da bellezze che un luogo ha da offrire, ma anche dal suo vissuto e dai suoi trascorsi. Abbiamo raccontato questo episodio con la speranza di trasmetterne le emozioni, ci fa piacere vedere che queste arrivino.

  8. Dona ha detto:

    …. davvero inquietante….
    Poveri ragazzi. ..

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Purtroppo si. Durante il nostro viaggio abbiamo visto diversi fiocchi gialli , ma il loro significato lo abbiamo scoperto solo una volta a casa, probabilmente se lo avessimo saputo prima, in quelle circostanze la curiosità avrebbe lasciato spazio allo sconforto.

  9. Barbara Giannì ha detto:

    Ciao. Ricordavo vagamente la notizia; essendo passato del tempo, avevo rimosso.
    Ho trovato il post sconvolgente e molto triste. In effetti gli incompetenti sono ovunque, anche se qui ci sono state molte più vittime. E da come hai esposto i fatti, son convinta che quel signore debba essere sicuramente un genitore…

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Parlando con noi, lui non ha mai esplicitamente detto di aver perso un figlio o una figlia , ma la sensazione che abbiamo avuto è stata proprio quella. Non riusciamo ad immaginare il dolore che la scomparsa di un figlio possa comportare , e il risentimento nei confronti di coloro che l’hanno causata.

  10. barbara mason ha detto:

    post interessante ma allo stesso tempo sconvolgente. Ricordavo poco la notizia…pero’ ho avuto piacere di rileggere e ricordare.
    grazie Barbara
    http://barbara4stagioni.blogspot.it/

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