L’odore della Necropoli di Armeni

Il sesto giorno in terra Cretese, siamo andati alla ricerca di buchi scavati nel terreno, a 9 km a sud della costa di Rethymnon: ovviamente non buchi a caso, che qualsiasi molem de plebe (talpa plebea) potrebbe scavare, (le talpe patrizie scavano forse i loro tunnel diversamente?), eravamo alla ricerca della necropoli di Armeni!

Saltando un’uscita dalla strada che porta all’entroterra, ci siamo complicati un pochino l’esistenza, finendo col girovagare per le piacevoli campagne di Creta; in realtà, se non fosse per la fuggevole segnaletica, la necropoli sarebbe piuttosto semplice da trovare, ma se volete una scusa per divagare in terreni meno battuti, potete seguire la scia lemurosa e introdurvi un po’ in ogni dove nei vicoli dei villaggi circostanti, prima di andarlo poi a fare nella “città dei morti”.

Le colline intorno alla necropoli di Armeni

Addentramento

La vera bellezza esplorativa infatti, giunge successivamente, nell’introdursi all’interno di camere tombali risalenti al periodo tardo Minoico. Sembrano non essere molto frequentate, per cui potete calarvi nell’antico sapore che quella terra emana, in maniera del tutto personale, senza nulla che vi distolga. Di alcune è visibile solo il buco, in altre, più grandi, ci si infila letteralmente sotto terra.

Varcare la soglia, che nell’antichità era serrata da un macigno (in qualcuna lasciato ancora vicino), ha un effetto stupendo. Vieni attaccato subito da quell’odore: di muffa, di antico… che non definirei di cantina vecchia chiusa da decenni, quanto piuttosto di vetustaggine millenaria… Quell’ “odore archeologico”.
E poi, vedere le pareti inverdite dal tempo, illuminare dettagli con la torcia, constatare la friabilità del terreno, rimanervi dentro per qualche minuto immaginando chi ci sia stato per tantissimi anni.
Sei come all’interno di una tana. Magari al tuo ingresso, qualche minuscolo insetto che si celava nell’ombra si è spaventato andandosi istantaneamente ad infrattare in qualche irraggiungibile pertugio.

Lì intorno chissà quant’altro ancora c’è: da scavare, da scoprire, tombe con ancora la “sorpresa” interna.
Dalle oltre 231 attuali hanno rinvenuto diversi oggetti, alcuni dei quali visti al museo archeologico di Heraklion; in aggiunta a circa 500 scheletri, la cui analisi ha permesso di determinare il tipo di dieta e di condizioni fisiche dell’epoca (età del bronzo). La statura media degli uomini era 1 metro e 67 e vivevano mediamente fino a 31 anni; mentre quella delle donne era di 1 e 54, con una prospettiva media di vita di 28 anni, molte delle quali (anche a causa del parto) vivevano solo tra i 20 e i 25 anni.

Necropoli di Armeni a Creta - Grecia

La morbida collina in cui è stato scoperto questo cimitero risalente a oltre tremila anni fa, si chiama Prinokefalo, e significa “collina delle querce selvatiche”.
Per accedere ad alcune tombe, scendi attraverso una sorta di strettissimo corridoio-rampa (talvolta scivoloso) detto dromos; percorrerlo ti innesca subito il senso di immersione, di addentramento.
Una è un tholos, al di sotto di una vera e propria cupola, possiede una colonna al centro e intorno una sorta di seduta.

SPOILER ALERT:

Nelle due tombe più grandi, le più facilmente accessibili, al momento dell’entrata, senti un “click!”. Ti si accende a tradimento una lucetta da dietro, così da poter scorgere qualcosa anche in assenza di altre sorgenti luminose.
Bell’effetto! Sembra una trappola!
La tua attenzione in quel momento, è infatti presa da ciò che si cela nelle tenebre e dall’introfularti senza inconvenienti… In quello stato d’animo, qualcosa che risponde con tale solerzia, ti dà quasi l’impressione che qualcuno (non la fotocellula) si sia accorto che ci sei, e sia pronto a difendere con qualche trabocchetto i misteri che protegge.
Insomma, manca solo che a quel filo, che in entrata non si nota più di tanto, colleghino anche un piccolo altoparlantino con la musica di Indiana Jones…

Interno di una tomba della necropoli di Armeni

Immobile

Il fascino è insito nella loro oscurità da scrutare con la torcia, riprendere, rimanere accovacciati, ascoltare la natura all’esterno, sentire quell’odore, ripensare al culto dei morti di quell’epoca, in cui non esistevano ancora le religioni monoteiste come quelle attuali.

Una caratteristica che abbiamo apprezzato nella gestione di un luogo simile, come anche di Aptera (a Chania), è una certa incontaminazione. In altri Paesi, forse per leggi (e budget) diversi, avrebbero transennato, incartellato, alterato fin troppo l’ambiente. Lì invece è piuttosto brado, a stento capisci qual’è il sentiero da percorrere, a malapena battuto dal resto della vegetazione; e le tombe (senza cadere dentro a quelle meno visibili!) te le trovi tu, provando quelle che sembrano accessibili o che per qualche motivo ti richiamano a sè.
Puoi imbatterti in un –ritenta sarai più fortunato-, puoi anche farti male (indossate calzature idonee ed evitate giorni di pioggia!), oppure puoi trasformarti per qualche momento in un esploratore a cospetto di tracce di antichissime civiltà.
Quella che apparentemente può sembrare trascuratezza, per noi è istigazione all’avventura.

Ah… Rimanendo in tema di incontaminazioni, nei paraggi non ci sono toilette a disposizione, quindi in caso di emergenza meglio aver depositato “reperti” personali prima dell’esplorazione. 😀

Ingresso ad una tomba della Necropoli di Armeni

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6 risposte

  1. L'OrsaNelCarro ha detto:

    Bellissimo articolo Lemuri! Fra click dal sapore di trappola, “odore archeologico” che avete definito alla perfezione e Kinder “sorpresa” avete toccato un altro mio nervo (ormai reciso tanti anni fa): l’archeologia *_*

  2. Simona Pasquino ha detto:

    Sembra un po’ un’avventura l’esplorazione della Necropoli! Siamo sicuri che se per sbaglio tocco qualcosa non si abbassano i soffitti e non si restringono i muri? perchè io non ricordo proprio come Indie era venuto fuori da una situazione come questa! 😀

  3. Barbaraetwins ha detto:

    Ma che cosa particolare non sapevo di questi posti quando anni fa sono venuta . Segnato per future avventure !

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