Dentro i Cerchi nel Grano in Inghilterra: Umani o Alieni ?

Il sud dell’Inghilterra, ed in particolare la contea del Wiltshire, sono sovente balzati alle cronache per un curioso fenomeno, affascinante sotto diversi punti di vista, anche da quello estetico.
Ne spuntano in diverse parti del mondo, ma l’area in cui più di frequente si manifestano i cerchi nel grano, conosciuti anche come crop circles, è quella del cosiddetto “Wessex Triangle” che unisce Winchester, Warminster e Wantage.

Cosa sono i crop circles

Si tratta di figure estese svariati metri che appaiono in campi di cereali, solitamente di grano, le cui fattezze sono distinguibili per contrasto tra le parti appiattite e le parti lasciate intatte.
Le origini e i significati di ognuno rappresentano un mistero da grattarsi il capo… ed immancabilmente ce lo siamo grattato.

Non durano molto: è probabile arrivare a mietitura già avvenuta, ad opera quindi cancellata. A noi è capitato a Westbury, nelle vicinanze della collina su cui si trova il geoglifo del grande cavallo bianco.
Si sarebbe trattato di una spirale a dodici punte, ma dopo un mese ne era rimasto solo qualche segno sul suolo.

Cerchi nel grano a Westbury

Chi sia a crearli non si sa, di certo spettacolari composizioni geometriche così elaborate non sono fortuite, ma realizzate con cognizione di causa.
Riconosciamo agli autori spiccate doti artistiche: se la street art utilizza pareti e superfici urbane come fossero tele pittoriche, la land art annovera rappresentazioni di questo tipo su coltivazioni.
Ma ancor più, andrebbero loro riconosciute abilità che spaziano ben oltre l’arte, poiché capaci di agire nottetempo con estrema rapidità.
Senza farsi notare all’opera, nel poco tempo a disposizione, riescono a far comparire figure il mattino successivo.

Cerchi nel grano terrestri o extraterrestri

Nel medioevo si reputavano i cerchi nel grano, come opera del “diavolo mietitore”; durante la guerra vennero interpretati dai piloti dell’aviazione che li avvistavano dall’alto, come segnali in codice dei nemici; ed oggi a chi li attribuiamo ?
Tra le teorie legate a queste insolite formazioni, ci sono quelle che vertono su origini extra terrestri.

C’è infatti chi va a sguazzare dentro a disegni “freschi” proprio con l’intento di entrare in contatto con quanto reputato di origine aliena.
Comunque, siccome non lasciano mai firme, li avvisino che, in quanto anonimi, su questo pianeta non c’è copyright!

A consolidamento dell’ipotesi extraterrestre ci sono alcune peculiari anomalie. Ad esempio il fatto che successivamente, le spighe dentro alla figura continuino a crescere, e prendano a farlo a ritmi diversi da quelle esterne; oppure che quelle stese a terra presentino stranezze nei loro nodi (che non sembrano spostati fisicamente, ma quasi “esplosi”), o vi si possano rinvenire insetti morti (persino fusi allo stelo).
È come se invece di una trazione meccanica fosse stata applicata dell’energia, che ha sprigionato un elevatissimo calore (tipo microonde). Talvolta poi, rimangono nella zona alterazioni nei campi elettromagnetici, anche del triplo.

Ghost Crop Circle

A distanza di diverso tempo dalla comparsa, può manifestarsi il fenomeno di “ghost crop circle”; ovvero di cerchi che nei cicli di ricrescita in stagioni successive, mostrano alcune delle proprie forme residue, una sorta di alone. Cerchi nel grano fantasma quindi, poiché non si tratta di raffigurazioni ex novo, ma di tracce che riaffiorano.
Analisi chimiche hanno riscontrato alterazioni del cristallino del suolo; tant’è che se mesi dopo vi nevica sopra, è possibile notare come la neve nella porzione irradiata si sciolga, o comunque non ghiacci come quella che si deposita normalmente all’esterno.

i ghost crop circle di Cocum

Una particolarità che ci ha meravigliato, recandoci presso i resti di un pittogramma risalente ad alcune settimane prima, in un campo della fattoria Cocum nei pressi di Barton Stacy, è come gli uccelli venissero attratti proprio nella sezione interna dell’ex cerchio.

Gruppi di corvi si riunivano lì dentro, ignorando completamente gli acri intatti circostanti.
Da che ne sappiamo, era un cerchio di una settantina di metri con inscritto un esagramma (due triangoli sovrapposti), a rappresentazione della stella merkaba.
Mer = luce , Ka = spirito , Ba = corpo , ovvero un tetraedro a stella, con due campi controrotanti di luce; un potente simbolo di guarigione.
È anche la parte più interna del cubo di Metatron, considerato in alchimia come cerchio di contenimento o creazione.

Dunque, una specie di centro benessere agricolo, proprio a qualche decina di metri di distanza dal confine in filo spinato che delimita una vasta proprietà militare, usata per esercitazioni.

Frequentazioni ai crop circles

Il repertorio di chi si reca in luoghi simili (volatili a parte) è variegato.
Gente che va a meditare, a pregare, a cercare guarigioni; chi ci fa rabdomanzia, chi ci carica i propri cristalli, chi si porta strumenti musicali e ci va a suonare dentro…
Potrebbe anche sembrare un manicomio, ma per lo più ci si imbatte in semplici curiosi, che, divertiti, ci vanno a fare una passeggiata con il figlioletto o il cane.
Certe attenzioni però, non a tutti i contadini stanno bene; alcuni, pur di nascondere l’accaduto, appena rinvengono un agroglifo lo “cancellano”, falciandolo. Presumibilmente, così facendo, evitano di trasformare il grano in grane, di attirare l’interesse di studiosi o di qualche media, oltre che di denunciare l’accaduto alle autorità locali.

È il caso del bellissimo disegno di Preston Candover, che aveva un triangolo dentro a un cerchio, dentro a un quadrato, dentro ad un altro cerchio. Simbolismo che con 3,141 ricorderebbe le prime cifre della costante pi greco.
Ciò che abbiamo visto, a distanza piuttosto ravvicinata, è che il cerchio è stato completamente svuotato di quanto conteneva. La larga scia mietuta che conduce a lui, lascia chiaramente intendere l’intenzione del cancellamento.
Il proprietario ha infatti cercato di tagliare solo lo stretto necessario da quel campo di spighe ancora basse. In quei giorni, molti campi di grano venivano mietuti pressochè ovunque, ma quello doveva aspettare ancora del tempo e crescere.

Preston Candover
Le uniche parti tagliate sono l’interno del cerchio ed il tratto per raggiungerlo.

La nostra esperienza in un cerchio nel grano

Simultaneamente alla nostra presenza in zona, è apparso un cerchio ad Etchilhampton, offrendoci così l’opportunità di vederne uno appena fatto. Esperienza unica nella nostra vita.
Non eravamo soli; c’era chi ne percorreva le linee come una sorta di cammino rituale meditativo, e chi si toglieva le scarpe e vi si sedeva al centro.

cerchi nel grano ad Etchilhampton

Di primissimo acchito ci ha colpito l’estrema precisione con cui l’immagine è impressa al suolo. Camminando dentro il pittogramma però non se ne ha una percezione complessiva, come nell’osservarlo a distanza, o come preferibilmente si avrebbe da una veduta aerea.

Non è stato facile raggiungerlo, cercando di seguire solchi di passaggio attraverso il campo, lasciati dal transito di qualcuno che ci ha preceduto.
C’è chi attribuisce proprietà curative o visioni mistiche alla parte interna di questi cerchi, soprattutto nel punto centrale della figura.
Per quanto mi riguarda, ho personalmente riscontrato l’esatto contrario, ovvero mal di testa.

È spiazzante constatare quel netto divario fra spighe erette e spighe piegate, osservando da vicino le zone di confine tra le une e le altre.
Aldilà della meticolosità richiesta nell’esecuzione, vi è a priori una progettazione sapientemente architettata. Per rispettare rigorosamente certe proporzioni e simmetrie, dietro ad ogni schiacciatura, ci sono diversi calcoli.
Viene da chiedersi il perchè di tutto questo, e cosa significhi.
Le considerazioni sono soggettive; può sembrare una sorta di tempio provvisorio, costituito da saloni e percorsi diversi… o al contrario, si può reputarlo “vandalismo” di parecchi metri quadri.

Soggetti dei cerchi nel grano

In alcuni crop circles compare la proporzione divina (phi), in altri la spirale aurea (notabile su scala minore anche nel modo in cui è disposto “l’abbattimento” delle spighe al centro); ma se ne vedono pure a rappresentazione della sequenza di Fibonacci, o addirittura diagrammi frattali estremamente complessi.
Non di rado compaiono forme della geometria sacra, simboli di linguaggi antichi, mandala, composizioni interpretate come allineamenti planetari, fasi lunari, eclissi o predizioni di tempeste solari (al momento ignote ma sopraggiunte in seguito).
È davvero possibile che si tratti di messaggi simbolici di altre civiltà ?

Gli interrogativi, mentre ci lasciamo alle spalle quell’opera, invece di trovare risposte, si moltiplicano. Spuntano come funghi… anzi spuntano come cerchi nel grano, nella nostra mente!
Il senso di disorientamento che provavo nel crop circle di Etchilhampton, si dirada proporzionalmente a quanto mi ci allontano.
È solo nell’intraprendere in direzione opposta la lunga camminata di ritorno, che notiamo come da quella collocazione, si scorgano piuttosto bene in lontananza, due geoglifi assai misteriosi sulle colline circostanti. Uno è il cavallo bianco di Alton Barnes, l’altro è quello di Devizes.
Le figure nei campi sembrano preferire la vicinanza a punti particolari del territorio, proprio come geoglifi del genere, oppure anche stone circles, long barrows, tumuli, eccetera.

Fenomeno vero o finto

Sul posto, in fase post euforica, si può attivare il proprio occhio critico attento ai dettagli.
Possibili indizi da prendere in considerazione sono:

  • Se si è arrivati per primi, escludendo quindi contaminazioni postume alla creazione, l’assenza o presenza di tracce di calpestio, sia intorno alla figura, sia nella parte di campo integra in accesso.
  • La tipologia, ed il grado di complessità, del simbolo rappresentato.
  • Le caratteristiche delle spighe interne: se sono piegate (o appoggiate), oppure se hanno traumi da impatto (specialmente alla base).
  • La conformazione dei nodi negli steli, ed eventuali anomalie. Ne ho toccato qualcuno e mi si è letteralmente spezzato in mano, come se fosse stato prosciugato da dentro.
  • Il verso di piegatura: se ci sono intrecci di direzioni, se è uniforme, se forma spirali.
  • La comparazione delle condizioni delle spighe abbassate, in confronto a quelle inalterate.

A completare il quadro con qualche ulteriore elemento di contestualizzazione:

  • L’accessibilità del cerchio, (spesso non sono nemmeno visibili dalla strada).
  • Le condizioni della nottata di “lavori”; se meno buia del solito (ad esempio con luna piena che offre maggiore visibilità), o se piovosa, quindi portatrice di fango.
  • Il comportamento del contadino: se è indifferente, se chiede donazioni, o se invece occulta ciò che di strano trova.
Il centro del crop circle di Etchilampton

Circle makers

Chi è in grado di replicare un crop circle, schiaccia il grano con assi di legno (o in alternativa rulli da prato).
Da una serie di picchetti infilati nel terreno determina gli angoli con un goniometro; facendovi poi perno, esegue i tratti circolari tramite una corda tesa alla distanza voluta, a mo’ di compasso.

Oggigiorno, con i gps sarebbe possibile ricavare riferimenti anche quando non si vede nulla intorno, e con dei puntatori laser si potrebbero indicare al buio punti precisi, o vere e proprie linee rette.
Se non si agisse di nascosto, e non ci fosse quindi il problema di dare nell’occhio (e nell’orecchio), facendo volare un drone, e mantenendolo in planata nello stesso punto, gli si potrebbe far proiettare sul terreno sottostante una figura luminescente, così da ricalcarla a terra.
Tuttavia, queste tecnologie sono attribuibili alla nostra epoca; non erano certo strumenti disponibili ai tempi degli agroglifi dei decenni scorsi.

All’aumentare della complessità o dell’estensione del pittogramma, accrescono anche sbavature, difetti e segni distintivi del modus operandi.
Difficile evitare un certo calpestio quando in qualche ora si cammina su e giù per l’area (ed intorno ad essa). Questo, oltre che risultare poi visibile alla luce del giorno, crea un ambiente di base molto polveroso.
Se in aree schiacciate, ogni circa mezzo metro, si nota il segno di compressione dell’asse di legno; oppure se ricorre qualche piccolo rimasuglio dovuto ad un non perfetto affiancamento laterale fra passaggi di schiacciamento successivi, allora non c’è alieno che tenga.
Eventuali irregolarità possono perciò svelare, con una certa immediatezza, quando si tratta di un’opera che qualche buontempone ha voluto realizzare gratuitamente in mezzo alla natura.

Clamorosa impunità

Ci stupisce come chi presidia con una certa assiduità tali zone, persino tramite elicotteri, (abbiamo notato dei Chinook della Raf), apparentemente se ne stia facendo fare di continuo sotto al naso, senza averne un’idea.
Di cerchi nel grano ne compaiono addirittura in prossimità di siti altamente sorvegliati, come installazioni militari, o vicino a luoghi densamente frequentati, come Stonehenge.
Chi li fa, è sempre riuscito ad eludere le ronde notturne organizzate proprio con l’intento di sorprenderlo.

La pregevolezza delle realizzazioni, spesso molto elaborate, ci porta a riflettere su quanto, probabilmente, la bellezza in sè, sia essa stessa un mistero.
Esplorare i cerchi nel grano di cui abbiamo parlato, non ci ha condotto a certezze definitive; per il momento ci piace continuare a pensarli come a dei mega timbri… che certificano qualità!

Qual’è la vostra opinione in merito a questi bizzarri fenomeni ? Al ”prescelto”, pervenirà nell’erbetta del proprio giardino il disegno di un lemure. 😀

un giardinetto lemuroso

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3 risposte

  1. Simone ha detto:

    Ovvio. Li fanno i marziani. Lo ha detto anche Roberto Giacobbo!!! Scherzi a parte, è un mistero davvero affascinante, anche se mi pare di aver letto che almeno per alcuni di questi cerchi gli autori sono stati già individuati (in quel caso si trattava di due anziani signori del posto particolarmente buontemponi). Sarebbe però bello andarli a vedere, magari da un posto panoramico per poterli vedere al meglio del loro splendore

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Grande Giacobbo !
      I due signori si attribuirono molti agroglifi inglesi degli anni ’80 e ’90 ; la cosa divertente, è che avrebbero poi smesso di farne altri dal giorno in cui rinvennero un crop circle di fianco ad un cerchio che avevano creato. 😀
      Indipendentemente da chi siano gli autori (nella maggior parte dei casi l’origine “manmade” è sin da subito evidente), queste opere le si apprezzano effettivamente meglio da punti sopraelevati, e da una certa distanza.

  2. Francesca Pontani ha detto:

    Bellissimo articolo! mi piacciono molto questi temi, li seguo da sempre. a Tarquinia da 20 anni viene svolto “il convegno di ufologia città di tarquinia” e un po’ di anni fa, come promozione all’evento, avevano ricreato un crop circle su un campo. è un tema molto affascinante.

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