Corpi in mostra

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12 Risposte

  1. Conoscevo la tecnica della plastinazione dei corpi grazie ad un documentario visto una vita fa. Credo fosse girato proprio in una delle mostre Guntheriane, in più c’erano anche svariati corpi di animali.
    Io la trovo una cosa affascinante, alla fine è sempre la gente che fa venire lo schifo di tutto (vedi la ressa o vedi i responsabili della scelta CecchiPaoniana).
    Nonostante mi imbottisca di xamamina il sacchetto in aereo è la prima cosa di cui mi assicuro la presenza, prima ancora del comandante! Sono fortunata perchè l’ho sempre trovato al suo posto e assolutamente immacolato 😛
    Se al prossimo viaggio non dovessi trovarlo vi penso eccome…ma come responsabili della mala sorte! 😀 😀
    Scherzo!!! 😉

    • Lemurinviaggio ha detto:

      In quella di Milano c’era un cavallo, ma per fortuna pare “nessun orso è stato maltrattato durante la realizzazione di questo film” , e presumiamo anche che: ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale…. o almeno così ci han voluto far credere gli organizzatori.
      Leggendo il commento sul sacchettino ci ispiri a vedere nel prossimo volo quanti ne “peschiamo” nelle tasche della nostra fila…. e se solo ne manca uno a domandarci: “ma almeno c’è il capitano?!?”

  2. Francesca Pontani ha detto:

    innanzitutto complimenti per essere riusciti a visitarla… io non riuscirei, davvero. all’inizio mentre leggevo le prime righe (lo devo confessare) sono stata molto (moltissimo) tentata di chiudere la lettura… anche senza foto mi immagino la scena 🙂 però ho tenuto duro e la curiosità mi ha fatto leggere tutto.
    mi è piaciuta molto la riflessione che fate proprio sul fatto di riflettere sull’estrema complessità di ogni millimetro che abbiamo in corpo. l’intento della mostra (forse, spero) sia proprio questo: valutare, apprezzare e prendere consapevolezza dell’eccezionalità di quello che noi siamo.
    complimenti ancora per il coraggio 🙂

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Grazie mille Francesca! Pensiamo si debba il più possibile trovare il bello in ciò che ci circonda (nei viaggi ma anche nella vita), e avendo di fronte la meraviglia del corpo umano, superate le prime remore, viene spontaneo.
      Comunque complimenti a te per aver tenuto duro fino qui in fondo! 😀 Ci fa enormemente piacere riuscire a far arrivare ciò che raccontiamo.

  3. Be’ che dire… ho letto attentamente il vostro racconto e.. si ammetto che eviterei accuratamente di avvicinarmi ad un tipo di mostra di questo genere. Chiamatemi esagerata ma credo nel rispetto del corpo oltre la vita. Non è una questione religiosa la mia, affatto… capisco la scienza, lo studio per il progresso medico… non capisco invece la spettacolarizzazione della morte e della malattia. Per capirci, non mi piacerebbe vedere la realtà di un aborto, nonostante io non sia contraria, l’immagine di un organo distrutto da una malattia o di un corpo inerme che “gioca” ad uno sport. Penso solo che si vada un po’ oltre il giusto desiderio di conoscenza.
    Questo il mio parere, è ovvio. Rispetto chiunque decida di visitare la mostra!
    Interessante davvero il tuo articolo, credo che tu abbia saputo descrivere benissimo le sensazioni provate!
    Ciao Lemuri!!!
    Giulia

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Sì, pensiamo non sia per tutti, e per questo chi intende visitarla, è assai importante ricerchi informazioni prima di farlo, perché accorgersi solo una volta dentro di alcune cose , può rivelarsi difficile da reggere.
      A tal proposito non ci è sembrato l’organizzazione abbia fatto molto per mettere in guardia persone particolarmente sensibili, se non che un paio di esposizioni più “forti” fossero leggermente in disparte permettendone un più agevole salto di percorso, oppure l’istituzione di una infermeria “riparatoria” ma ovviamente a danno oramai avvenuto.
      Sottolineandone l’aspetto didattico, loro invitano grandi e piccoli, e le file all’esterno confermano il grosso richiamo che questa mostra ha, ma non è un parco giochi, anzi può pure disturbare qualcuno, oltrepassando i confini etici.
      Auspichiamo che articoli come il nostro possano essere di aiuto nello stabilire se intraprendere o meno una visita del genere, e nel caso si intuisca che non è nelle proprie corde, di renderne l’idea attraverso occhi lemurosi.

  4. Roberta ha detto:

    Avete fatto bene a parlarne analizzando ciò che c’è dietro alla superficiale curiosità: corpi veri, la cui vista potrebbe urtare la sensibilità dei visitatori. Non avrei mai il coraggio di vedere una mostra del genere.. solo per stomaci forti! 🙂

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Esatto, è importante essere consapevoli prima di andarci, per prendere la decisione con cognizione di causa. Poi, come tutto, dipende molto da persona a persona, per esempio c’erano anche dei bambini che giravano e si divertivano…
      Chissà, per certe cose forse i bambini sono meno impressionabili degli adulti, basti vedere come si esaltano quando al museo vedono le mummie….. ehhhh beata innocenza ! :O

  5. Ciao, sono il testimonial: Alessandro Cecchi Paone!
    No dai, sono la vostra conterranea, però potei anche interpretare il Cecchi, se lui ad un certo punto si stanca i navigare tra i corpi inanimati 😉
    Io non so se sarei in grado di seguire questa mostra senza rimpolpare il gruppo di tre anime giornaliere, ma vorrei condividere con voi il mio pensiero.
    Avevo sentito parlare della mostra “ufficiale” e di come le persone si fossero offerte di farne parte -post mortem- anche se non mi ricordo in quale occasione mi sono imbattuta sull’argomento.
    Premettendo che penso che il corpo umano sia davvero un’opera d’arte (anche se preferisco gli studi su carta di Leonardo), e se un individuo decide questo per sé invece che riposare al freddo sotto terra, la sua scelta va rispettata, non so fino a che punto una situazione come quella da voi descritta, in cui certi corpi sono stati scelti con la metodologia andò cojo-cojo, sia arte. Per rispetto di quei porelli che magari, invece, sarebbero stati pure felici sotto terra.
    Sul giusto o sbagliato, sulla condanna come scempio, io non mi sento di allinearmi a questi pensieri: di orrori alla luce del sole, spiattellati in tv e sui social, ne vediamo ogni giorno ad orario continuato, almeno in questo caso il tutto resta chiuso in una mostra e, le persone, possono scegliere se visitarla o meno.
    Penso che a suo tempo Leonardo sconvolse la società con i propri studi, questa è solo la versione 3D della sua opera!
    Claudia B.

    • Lemurinviaggio ha detto:

      La differenza, come fai notare, probabilmente la fa proprio il fattore “scelta”.
      Che uno preferisca donare organi a chi ne necessita per sopravvivere, o di farlo alla scienza, o di farlo all’ “arte” (ovvio che ci sono opinioni diverse sul fatto se questa lo sia o meno), o di farsi tumulare in una bara, o di farsi cremare, sono appunto scelte.

      Nella mostra ufficiale, pare, fossero scelte consapevoli e mirate da parte dei “donatori”, che oltre ad acconsentire al tipo di procedimento, avrebbero deciso più nel dettaglio utilizzo e posa.
      Discutibile, ma se quella è la loro volontà: potrà sembrare esibizionismo, poco rispetto per il proprio corpo (anche qualcuno fra chi è in vita talvolta purtroppo ne dimostra poco), voglia di una fine alternativa, voglia di essere in qualche modo di utilità…. o, brutalmente, di intrattenimento per il prossimo, ecc , ecc
      Il problema è che in quest’altra in oggetto, pare non ci siano garanzie particolari sulla provenienza di queste persone, che quindi non avrebbero affatto scelto! Anzi, a tal merito sembrerebbe ci siano state manovre poco corrette, se veramente il governo Cinese, per alcuni di loro, ha volontariamente ostacolato ed impedito la scelta (in questo caso di eventuali famigliari) se fargli fare quella fine o meno.

      Ed infine, la scelta, come dicevi, giustamente ricade anche sul visitatore che decide consapevolmente se esporsi a qualcosa del genere o meno.
      E’ importante infatti che chi ci va, sia informato su cosa troverà e su quel che si dice/scrive a riguardo o su quel che è successo lì.
      Farsi portare da qualcuno, insomma…. corrisponderebbe a lasciare scegliere a un altro per sè, e se si è particolarmente suscettibili, può avere controindicazioni.
      Speriamo che il nostro articolo possa aiutare in eventuali decisioni, chi non sa se andarci o meno, e soprattutto Claudia lasciacelo dire: grazie, in questa lettura, per averci scelto ! 😀

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