Chiusi nel campo di concentramento nazista di Mauthausen

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22 Risposte

  1. Trovo il tuo articolo davvero molto bello, toccante…I genocidi sono tutti orribili in egual misura che siano stati a carico degli ebrei e di tutti coloro che secondo il regime nazista o fascista meritavano tale pena, sia che si parli di quello dei laogai o dei gulag russi. Questo posto, non so se sarei in grado di avere la forza di visitarlo. Non bisogna dimenticare la storia ne negarla eppure immaginare le torture e i luoghi in cui sono avvenute è sempre più lieve rispetto al vedere quei posti di persona. Quando penso alla shoa e ai campi di concentramento non posso fare a meno di ricordare le storie di mia nonna. Mia nonna è nata a cismon del grappa, quasi al termine della guerra, ma sua mamma l’aveva vissuta appieno e per colpa dei nazisti aveva perso un fratello, oltre a rischiare di perdere lei stessa con mia nonna la vita, proprio per cercare di salvare il fratello. Non voglio dilungarmi raccontando la storia, ma il tuo articolo mi ha fatto venire in mente tutti i racconti della guerra dei miei bisnonni, che hanno vissuto in prima persona quel periodo atroce, hanno perso parenti e amici nei campi di concentramento. Comunque scusa se mi sono dilungata. Il tuo articolo davvero scritto bene mi ha fatto affiorare un po’ di malinconia, ma positiva 🙂

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Grazie mille Silvia! I racconti di nonni e zii di quell’epoca che fu hanno qualcosa di molto speciale.
      Noi viviamo in un periodo relativamente tranquillo se paragonato a quello , ma loro sono sopravvissuti ad una guerra, fatta di morti, macerie, persecuzioni e futuro incerto. È un modo diretto di conoscere il passato, splendido , anche nella durezza di certi episodi , forse perché sono persone a cui vogliamo bene a farlo.
      Anche noi, conserviamo un bel ricordo di quei racconti sebbene narrino di vicende molto dure, ed in questo senso proviamo malinconia ma positiva 🙂

  2. Non solo ci stupiamo di quanto sia possibile una tale cattiveria ma pure quel negare l’evidenza mi lascia pensare quanto l’uomo sappia essere assurdo.

  3. Marika ha detto:

    Hai detto che la libertà ha un’aria diversa… parole giuste per un racconto così forte ma giusto da condividere perché ogni volta che lo si fa ci si ricorda che la cattiveria umana fa parte di ogni razza, colore, nazione… fortunatamente non siamo tutti dei mostri ma purtroppo siamo sempre e comunque condizionati da qualcuno. Cose così non devono più accadere, la libertà è una cosa sacra.

  4. Che tristezza questa situazione, a volte ripensiamo agli orrori del passato, ma ci dimentichiamo di quanto di orribile accade tuttora… avete fatto bene a ricordarlo!

  5. Io sono stata di recente ad Auschwitz ed è stata una prova difficile entrare in quei luoghi dell’orrore. Purtroppo in tutto il mondo sono state uccise troppe persone

    • Lemurinviaggio ha detto:

      I genocidi sembrano accompagnare la storia dell’uomo , e luoghi come quelli sono testimonianza dell’eredità che ci lasciano. Veramente difficili da visitare per il turbamento che inevitabilmente portano, come rovescio della medaglia della loro valenza istruttiva.

  6. Falupe ha detto:

    Ma la cosa che più mi stupisce è che non impariamo niente dalla storia. Sarebbe così semplice, basta leggere e conosci anche il finale.

  7. vagabondele ha detto:

    L’ho dovuto leggere due volte perché non riuscivo a concepire e la mia mente ancora ora, si rifiuta di accettare che ci siano stati “altri” esempi e che ci siano tutt’oggi orrori simili… 50 milioni nei gulag russi?? Quattro e più volte la follia nera?? No sono sconvolta! Sì, lo so che può sembrare assurdo, ma quando un tema fa male non tutti sono in grado di affrontarlo, anche solo leggendo..

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Su carta rischiano di sembrare “solo” numeri , ma visitando certi posti poi ci si rende conto dell’enormità della portata di certe devastazioni.
      Per quanto riguarda i gulag russi , erano talmente sperduti e in aree impervie (esempio Siberia) che i controlli fatti su eventuali fughe dei prigionieri erano minimi: non provavano nemmeno a scappare perchè dopo pochi giorni lontani dal campo non sarebbero sopravvissuti.

  8. Giorgia Garino ha detto:

    E’ un argomento che mi sta molto a cuore quello dei genocidi…ho letto diversi libri e il tuo articolo è molto toccante…grazie…

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Grazie mille Giorgia! Su questi argomenti è spesso difficile parlare, considerando quanto poco, nel nostro piccolo, si possa aggiungere a testi e opere dedicate che già hanno sviscerato ogni aspetto, anche il più disumano. Ci fa piacere che il racconto sia riuscito a emozionare, nel trasmettere i nostri pensieri 🙂

  9. Sono passati anni da quando sono stata a Mauthausen, io e mio fratello eravamo ragazzini e in effetti non so cosa gli fosse passato per la testa ai miei di portarci lì. È un posto che fa male agli adulti, figuriamoci a due poco più che bambini. Ma forse anche a due ragazzini serve a fare in modo che si rendano conto di cosa siano capaci gli esseri umani.
    Complimenti per come siete riusciti a raccontare un’esperienza simile, non deve essere per niente facile.

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Grazie mille Silvia! Non è stato facile ma ci fa molto piacere constatare che sia stato apprezzato! 🙂
      Certo che, non dev’essere per niente facile nemmeno un’esperienza così forte, vissuta da bambini. Di sicuro istruttiva, ma piuttosto dura da affrontare.

  10. ESTERofili ha detto:

    Grazie.
    Questo è uno di quei racconti che mi soffermo a leggere, che mi rende partecipe di una gamma di emozioni altrimenti impossibili da condividere, a meno che uno non sia un fotoreporter con i controattributi…
    Il genocidio nazista ed il periodo storico in cui si contestualizza sono stati oggetto dei miei studi per molto tempo e, forse proprio per questa ragione, non sono ancora riuscita a visitare un campo di sterminio. E non so nemmeno se mai lo farò.
    Mi fa male.
    Faccio fatica ad immaginare come potrei provare a raccontare un’esperienza di questo tipo ma, sicuramente, ho apprezzato questo racconto.
    Ester

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Grazie Ester! Se conosci bene quel contesto e quelle vicende è molto probabile che la visita ad un posto del genere stimoli l’immaginazione a rappresentartele intorno in tutta la loro crudezza.
      Paradossalmente forse , una scarsa conoscenza di quello che sono stati l’olocausto e la seconda guerra mondiale potrebbe anche rendere “immuni” da contraccolpi emozionali, ma chi può dirlo ? Pensiamo che la visita ad un campo di concentramento vada fatta solo se/quando ce la si sente .

  11. Chiara ha detto:

    Non conoscevo questo campo di concentramento nello specifico, ma immagino il senso di oppressione che possa aver creato in voi visitarlo…

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