La leggenda del castello di Gropparello

Ma c’è il fantasma al castello di Gropparello?
Questa è la domanda che sicuramente qualcuno in visita con voi, impaziente di scoprirlo, ad un certo punto rivolgerà alla guida… se non addirittura già prima di iniziare il tour!
E, se nessuno la esternerà, probabilmente quella curiosità continuerà ogni tanto ad affiorarvi dentro, magari mentre passate vicino ad uno dei mobili antichi, o mentre ci si sposta da un ambiente all’altro.

Questo castello, in provincia di Piacenza, arroccato su uno sperone di roccia, emana un’atmosfera affascinante, dal sapore antico e leggendario. Ne scopriamo insieme misteri e bellezze.

Visita guidata serale al Castello di Gropparello in provincia di Piacenza
Castello di Gropparello di notte

La storia del castello di Gropparello

La fondazione del castello, edificato sui resti di un castrum romano, risale a prima del mille.
Le informazioni a riguardo si perdono nelle nebbie di tempi remoti. Tuttavia si pensa sorga su un sito che già in epoca preromanica veniva frequentato come luogo di culto; il rinvenimento di un altare sacrificale celtico lo lascerebbe presagire.

Nel corso del rinascimento al castello di Gropparello, dimorarono importanti signori, posti come governatori dalle signorie, tra cui Visconti, Sforza, Fulgosio, Farnese, ed Anguissola.
A metà ottocento, esaurita la dinastia maschile, i proprietari iniziarono ad essere degli acquirenti. I passaggi di proprietà che si sono alternati sono tanti, non tutti noti, si sa che nel periodo delle guerre mondiali fu utilizzato come edificio militare.

Osservando le merlature se ne può dedurre il passato legato alla Chiesa.
I merli in stile guelfo sono infatti stati ripristinati nell’ottocento a richiamo di quei trascorsi storici.
In epoca medievale, il vescovo di Piacenza, proprietario del castello, vi si ritirò spesso durante le lotte contro i Ghibellini.
Attorniato da un canyon, nella Val Vezzeno, risultava arduo da circondare ed assediare, godendo perciò di una certa valenza strategica.

Storie e leggende del Castello di Gropparello in provincia di Piacenza
Il ponte levatoio del Castello di Gropparello

La leggenda di Rosania Fulgosio al castello di Gropparello

Ma allora a Gropparello, in un castello così tanto suggestivo, non possono proprio mancare i fantasmi! Ce ne sono?
Chissà… forse addirittura molteplici! Noi siamo entrati in contatto con uno (molto buono), ma prima di parlarne, è opportuno conoscere la leggenda di Rosania.

Siamo intorno al 1300, e la giovanissima Rosania Fulgosio viene fatta sposare con un uomo, di “solamente” qualche decennio più vecchio di lei, tal Pietrone da Cagnano.
La famiglia, versando in cattive acque, ha bisogno di legarla a questo marito, che pur non essendo nobile come lei, può fornir loro appoggio militare.
Rosania, di famiglia guelfa, sarebbe però innamorata di Lancillotto Anguissola, ghibellino… scenario da amore impossibile alla Giulietta e Romeo!

Dopo le nozze, Pietro deve partire per una campagna militare nei pressi di Parma. Porta con sè buona parte dei soldati, lasciandone solo alcuni alla rocca, insieme a donne e servitù.
Per il marchese Pallavicino, grande nemico del vescovo, si prospetta così il momento perfetto per tentare la conquista del castello. Invia il suo miglior capitano, Lancillotto Anguissola, che con le sue truppe predispone ed attua l’assedio.

Storia del Castello di Gropparello
Armature nel salone principale del Castello di Gropparello

Considerate le palesi asimmetrie belliche delle due fazioni, giunge inevitabile il momento in cui i difensori non riescono più a resistere.
Costretti alla resa, aprono le porte e…

Lancillotto e Rosania

Secondo la leggenda, quando Lancillotto Anguissola, in sella al cavallo, sta per accedere al castello di Gropparello, si ferma.
Accorre infatti una giovane dama tutta vestita di bianco, accompagnata dalle sue ancelle, ad inginocchiarsi accanto al cavaliere, supplicandolo di risparmiare le vite degli abitanti.

Lancillotto, in quanto cavaliere, deve devozione alle dame, perciò scende da cavallo per aiutarla ad alzarsi, ed è quello il momento…
Così vicini, a cospetto uno dell’altra si scorgono bene in viso, e si riconoscono!
La vicenda ribalta completamente le sorti. Lancillotto, non sentendosela di sottrarre Gropparello alla castellana, qualche tempo dopo glielo riconsegna, e se ne va.

Leggenda di Rosania Fulgosio e Lancillotto Anguissola
Ingresso al Castello di Gropparello

Al ritorno di Pietrone la situazione è alquanto sospetta. Il castello è danneggiato, ma non conquistato. (Forse la “conquista” è stata un’altra?)
Viene segretamente avvicinato da Verzuvia, una serva probabilmente invidiosa, o che semplicemente cerca di entrare nelle grazie del proprio signore. Ella lo informa di una strana intesa tra Rosania ed il capitano nemico, alludendo addirittura ad una tresca.
Si dice allora che: nella mente del signore da Cagnano balenò un terribile proposito di vendetta.

La stanza segreta

Mentre si sta lavorando per riparare i danni dell’assedio ghibellino, di nascosto viene fatta scavare una piccolissima prigione, affacciata al torrente.
È proprio in quel loculo segreto che, una notte mentre tutti dormono, viene portata e rinchiusa la castellana, stordita da una bevanda adulterata. L’accesso al cunicolo viene successivamente bloccato con dei massi, e ricoperto di terriccio, in modo da non essere notato.
L’indomani Pietrone abbandona il castello, sostenendo che non è più sicuro. A chi gli domanda dove si trovi Rosania, risponde che lei e la serva Verzuvia sono già partite per Piacenza.

Di lì a poco però, i paesani rinvengono il corpo di Verzuvia, pugnalato e gettato nel burrone, presso il torrente Vezzeno. Gli inquietanti dubbi allora, su quale fine Rosania Fulgosio possa aver fatto, prendono sempre più forma.

A Gropparello sono stati fatti studi stratigrafici, ed è stata ricostruita la cronologia degli ampliamenti eseguiti. Si sa che nelle cantine, mancano degli spazi, presumibilmente perché un tempo vi era un affaccio esterno.
Ad oggi, la misteriosa stanza in cui giacerebbe Rosania, non è mai stata trovata… è ancora lì?

Presenza di altre presenze

Dal 1994 il castello di Gropparello è abitato e curato da una famiglia che se ne è innamorata e che lo ha aperto alle visite.
Verrebbe da pensare che non sia l’unica ad abitarlo, basandosi sui diversi accadimenti inspiegabili che da allora si sono susseguiti.
Ogni singolo componente, ha vissuto qualche episodio particolare, sia di tipo uditivo che visivo; episodi che loro stessi, in prima persona, saranno lieti di riportarvi.

Leggenda di Rosania Fulgosio al Castello di Gropparello

Quegli istanti…

Personalmente ho potuto ascoltare l’esperienza di Chiara, ed in particolare ho riscontrato nelle sue parole, due caratteristiche che, sono sicuro, vengono immediatamente riconosciute da chi altro ha direttamente sperimentato accadimenti analoghi.
Una, è la pervasività su uno dei sensi: manifestazione talmente potente che si stampa su un senso. La senti, vedi, oppure odori, alla stregua di qualsiasi altro ordinario fenomeno fisico. (A proposito di odori, non perdetevi l’articolo sulla strana esperienza occorsaci al Bodmin Jail!)
L’altra caratteristica, è la durata: non è qualcosa che dura solo un attimo, che ti sfugge con la coda dell’occhio, o che ti sembra di aver sentito per un’infinitesima frazione di secondo. Si tratta di qualcosa che persiste abbastanza da avere un minimissimo lasso di tempo per essere razionale e valutarla nel suo divenire, “Cosa sto vedendo/sentendo?“, prima che svanisca.
Sono due componenti che ti portano ad avere la lucida certezza che non sia un’allucinazione. Non ti fanno derubricare quella stranezza ad una comune svista simile a tantissime altre.

Cortile interno
Cortile interno del Castello

In quel di Gropparello dunque, oltre alla parte storica, e a quella dedicata al folclore Natalizio (prerogativa dei tour invernali), è stato bello ed interessante ascoltare le storie legate ai vissuti personali nel castello.
Il babbo, il signor Gianfranco, ha scritto due romanzi, improntati proprio su di essi.

Il nostro fantasma alla Taverna Medievale

Abbiamo concluso la piacevole serata con una cena a La Taverna Medievale, assaggiando alcuni piatti tipici, tra cui: salumi, affettati, e formaggi locali con gnocco fritto, ravioli alla piacentina, e ganassini di maiale.
La location è fantastica, non a caso viene scelta anche per matrimoni.
La gestione del ristorante è la medesima del castello, ed è a sua volta un vero e proprio gioiellino. Online propongono pacchetti inclusivi di visita guidata e cena.

Ed è proprio lì… nel salone, accanto ad un grande ed antico camino, che è avvenuto l’incontro col fantasma. Per la precisione con il “Segreto Fantasma“, ossia una meringata con frutto della passione.

Confessiamo… Lo abbiamo fatto fuori!

Dolce Segreto Fantasma
Dolce “Segreto fantasma” al ristorante taverna medievale del Castello di Gropparello
Cena al ristorante Taverna Medievale del Castello di Gropparello
Ristorante Taverna Medievale del Castello di Gropparello

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3 risposte

  1. Che storia! M’intriga tantissimo la stanza segreta ancora da rinvenire: come mai Giacobbone non è ancora passato da Gropparello? Voi lo avete fatto fuori, io invece (puffete) lo farei diventare subito un fantasma 😛

    • Lemurinviaggio ha detto:

      Ma infatti! C’è ancora tanto da scoprire, un reportage di Giacobbo sarebbe bellissimo. “Sì ma…..” (cit.), del Segreto Fantasma non troverebbe nulla: abbiamo fatto sparire ogni (gustosissima) traccia!

  2. Queste storie di Fantasmi hanno sempre un fascino particolare. Siccome sto pensando di fare un giro tra Cremona e Piacenza in un futuro prossimo, questo castello potrei inserirlo nella mia lista dei luoghi da visitare

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