Giochi di luci, ombre e di misteri a Castel Del Monte

Forse non ne siete consapevoli ma magari in questo momento lo avete in tasca.
A strettissimo contatto con la Mole Antonelliana ed il Colosseo.
La monetina con minor valore di tutte, da un centesimo, raffigura un edificio assai enigmatico: Castel Del Monte.

storia di Castel del Monte sito unesco pugliese

Castel Del Monte, non era un castello

Posto su una collina di Andria, è “probabilmente” una fortezza del XIII secolo, dalla bizzarra forma ottagonale, che racchiude in sè interessanti elementi matematici ed astronomici.

Il probabilmente, deriva dal fatto che è chiamato “castello” ma non si è certi della sua effettiva funzione, e forse non lo era nemmeno, a giudicare dallo scarso valore strategico della sua posizione e dell’assenza di elementi militari tipici di edifici difensivi.
Per esempio: al castello di San Leo c’è un doppio portale sfasato, concepito per svantaggiare gli assalitori, che portavano l’arma di attacco con la destra, e lo scudo con la sinistra; a Castel Del Monte invece, le scale a chiocciola si elevano in senso antiorario, condizione che avrebbe indotto i difensori a dover impugnare l’arma con l’altra mano.
Inoltre ci sono finestre troppo ampie e facilmente penetrabili da catapulte esterne; non esistono fossati per la difesa, cunicoli per la fuga, e nemmeno feritorie utili per una gittata controffensiva.

Non si trattava nemmeno di una tenuta di caccia, vista la mancanza di stalle o scuderie; e se davvero castello era, questo non era abitabile: senza cucine, cantine , alloggi per la servitù , sale di ricevimento, sale del trono, o camere da letto; era dotato però di un sistema idraulico stratosferico per i suoi tempi, un po’ come i turbowater nipponici contemporanei.

La leggenda sulla nascita di Castel del Monte

Riflettendo sulla leggenda legata al sorgere di Castel del Monte, si può provare a ipotizzare la logica che starebbe dietro all’inspiegabile ideazione di una struttura tanto fastosa quanto in apparenza inutile.
Essa narra che in quel punto, isolato da centri abitati, adagiato su un colle a metà strada tra la cattedrale gotica di Chartres in Francia, e la piramide di Cheope in Africa, vi fosse un tempio molto antico con al suo vertice una statua sulla cui testa era impressa la scritta: “il mio capo è di bronzo ma a levar del sole a calendi di maggio sarà d’oro”.
Nessuno avrebbe mai decifrato tale enigma fintanto che un saraceno, al sorgere del sole di un primo di maggio, si mise a scavare nel punto in cui era proiettata l’ombra della statua, ritrovando un enorme quantità d’oro; con questo tesoro sarebbe stato poi costruito il castello.

leggenda sulla costruzione di Castel del Monte

Giochi di ombre

La costruzione abbonda di simboli astrologici, la sua posizione è studiata in modo tale che nei giorni solstizio ed equinozio, le ombre risultino proiettate in maniera piuttosto ingegnosa: ad esempio, in quello autunnale da ricalcare la lunghezza del cortile interno, ed un mese esatto dopo a ricoprire anche la lunghezza precisa delle stanze.

Giochi di luce

In due date all’anno (8 aprile e 8 ottobre), è la luce a penetrare un lato del castello fuoriscendo da una finestra allineata, e filtrando da un’altra al lato opposto, illuminando esattamente una porzione di muro dove un tempo era scolpito un bassorilievo.

Un tempio ?

Ecco quindi che prende piede l’ipotesi che si potesse trattare di una sorta di tempio, racchiudente in sè diversi simbolismi.
Vista l’assenza di corridoi, si ipotizza un’entrata indipendente ad ogni stanza attraverso un montacarichi interno.
Si pensa che si dovesse seguire un percorso obbligato, su base astronomica, come se fosse un percorso conoscitivo. Si può pensare alle chiavi di volta che contraddistinguono ogni stanza, come identificatrici di un percorso codificato, iniziatico.

Tutte le stanze (di forma trapezoidale!) sono uguali; lungo le pareti di quelle del primo piano corre una sorta di panca perimetrale in marmo che rende impossibile l’appoggiarci dei mobili. Una sola di queste differisce da tutte, la cosiddetta “stanza magica“: è a piano terra ed è cieca. Rispetto alle altre, è diversa anche per le decorazioni del pavimento a stella di Davide. Si pensa fosse una stanza magica, utilizzata per rituali particolari, o per la fine del viaggio.

Ad un certo punto, nell’anello di stanze del secondo piano stavamo quasi impazzendo nel gironzolare avanti e indietro alla ricerca di alcuni dettagli ben precisi… Più che lemuri sembravamo topolini! Per cui, sebbene abbiate un buon senso dell’orientamento, la tenue differenziazione fra i riferimenti potrebbe disorientarvi nella determinazione di cosa avete già visto e cosa no.

Castel Del Monte ed il numero 8

Anche la matematica può far perdere la testa, quasi quanto sfrecciare sull’ottovolante…
Il numero otto ricorre in infiniti particolari nell’architettura: la forma ottagonale della costruzione, quella del cortile interno e delle otto torri ai vertici, le otto stanze interne, la vasca interna (che era ottagonale). Otto fiori quadrifogli su una cornice portale di ingresso e otto sull’altra, otto foglie sui capitelli delle colonne nelle stanze, otto foglie sulla chiave di volta, otto foglie di vite sulla chiave di volta della prima sala di sotto, otto foglie di girasole sulla chiave di volta di un’altra sala, otto foglie ed otto petali su quella della quinta sala, otto foglie di acanto nell’ottava di sotto, otto foglie di fico sulla chiave di volta dell’ottava di sopra. Otto otto otto otto otto otto otto otto !

Mi sono piazzato nel punto centrale del cortile ottagonale, ma non è successo niente; non è partito nessun ottovolante, ma da lì si scorgeva un interessante occhio al di sopra di una finestra interna.

L' architettura di Castel del monte è a forma ottagonale e il numero 8 si ripete in molti simboli

Codici ed ipotesi

Si ritrovano anche riferimenti alle consonanze musicali dei numeri sonori di Severino Boezio, la sequenza dei numeri magici di Fibonacci (amico dell’imperatore/proprietario di Castel Del Monte) e la ben più diffusa proporzione aurea (o numero d’oro 1,618), conosciuta sin dall’antichità e utilizzata in costruzioni sacre.
Gli amanti de “Il Codice Da Vinci” probabilmente si ricorderanno della divina proporzione menzionata nel romanzo; rappresenterebbe il numero secondo il quale Dio ha creato la vita, in quanto misteriosamente presente in ogni forma di vita, compreso l’essere umano.

Quanto adoriamo l’architettura medievale!
Bellissime le finestre con sedute incorporate, che ti permettono di sedere e figurarti guardandoti intorno, quei periodi antichi, ricchi di mistero e di magia.

La bellezza dei marmi e lo sfarzo nella cura dei particolari, rendono evidente come Castel del Monte non fosse una costruzione militare: era stato concepito per essere abitato per periodi molto brevi; forse, come qualcuno suppone, per riunioni segrete alchemiche ed esoteriche con gli studiosi universitari dell’epoca, con i quali Federico II era molto amico… Tuttavia, alcuni riscontri storici farebbero ritenere che l’imperatore morì prima dell’ultimazione della costruzione.

La misteriosa morte dell’imperatore Federico II

Ciò che si cela veramente dietro ai malori occorsi durante un’escursione, e antecedenti al suo decesso, è ancora dibattuto. C’è chi sostiene che questi fossero dovuti a cause naturali, e chi invece li imputerebbe deliberatamente indotti da qualcuno…

Secondo la leggenda, all’imperatore Federico II erano state predette, dall’astrologo di corte, le circostanze della sua sua morte: sarebbe avvenuta “sub flore” (ovvero in un luogo il cui nome derivava dalla parola “fiore”), motivo per cui ha sempre evitato di recarsi a Firenze (Florentia), e sarebbe avvenuta nei pressi di una porta di ferro.
In punto di morte, in un breve momento di rinsavimento, domandò alle guardie che lo vegliavano dove si trovava, e dove portava la porta chiusa che stava vedendo dal letto.
La risposta di una guardia fu che il borgo in cui si trovava per le cure necessarie era Castel Fiorentino (attuale Torremaggiore), e che quella porta non conduceva da nessuna parte poichè era un vecchio portone di ferro, murato dall’altra parte. L’imperatore riconobbe che quella era la sua ora, diede le ultime disposizioni e fece annotare le proprie volontà prima di andarsene per sempre.

finestra bifora all'interno della fortezza

I Templari, il Sacro Graal e Castel del Monte

Infine ci sarebbero ipotesi ancor più mistiche che riguarderebbero il legame che Federico II aveva con i Templari.
Questi possedevano diverse reliquie: la corona di spine di Gesù, la bacinella da lui utilizzata per lavare i piedi agli apostoli, e tra le tante… custodivano la più importante, il Sacro Graal.
Si tratta della Sacra Coppa che Gesù aveva usato durante l’ultima cena, ed in cui venne successivamente raccolto il suo sangue.
Federico II la voleva, perché con la sua luce soprannaturale dava forza, giovamento e vita, e rendeva imbattibili in battaglia.
Non fu l’unico ad aver cercato il Graal per anni; basti pensare che, tra gli altri, perfino Hitler investì parecchie risorse, uomini e mezzi per trovarlo, inviando uomini in un villaggetto dei Pirenei, Rennes le Chateu, dove a fine del XIX secolo si supponeva fosse stato rinvenuto.

I Cavalieri Templari che dunque avevano la missione segreta di custodirlo, lo avrebbero affidato all’imperatore affinchè lo salvasse durante le crociate. Ecco emergere quindi un’ulteriore suggestiva ipotesi sulle finalità della costruzione di un così enigmatico edificio.
Forse era nascosto proprio lì, sotto l’attenta sorveglianza dei cavalieri Templari; i quali al suo interno si riunivano praticando i loro riti con adepti pronti all’iniziazione.
Forse in un punto indicato da un raggio di luce in un determinato momento dell’anno, o da un incrocio di ombre in un altro; forse sotto una volta, in una parete, al centro dell’ottagono nel cortile dove mi ero piazzato, sotto un gradino, o chissà dove… e chissà se.

Una domanda però ci sorge spontanea: e se invece fosse stato semplicemente un antico centro benessere ?

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